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Parco Nazionale del Tarangire Tanzania Tanzania

Il Parco Nazionale del Tarangire è un'area naturale protetta della Tanzania settentrionale ad un centinaio di kms ad ovest di Arusha sulla strada in direzione di Dodoma e a sud-est del Lago Manyara. Prende il nome dal fiume omonimo, Tarangire, che lo attraversa. Copre una superficie di 2600 kmq e si estende per 100 km circa da nord a sud e per 25 km da est ad ovest, inserendosi in un ecosistema molto più vasto che comprende il Lago Manyara, il Lago Natron e l'area occidentale del Kilimanjaro.

La Tarangire Conservation Area è stata costituita con lo scopo di far convivere insediamenti umani ed animali selvatici all'interno di un bioma assolutamente singolare ed unico, caratterizzato da estese paludi e pianure alluvionali intorno al fiume Tarangire e fitte zone boschive sulle colline vulcaniche che si susseguono nella parte settentrionale del Parco.

Intorno all'ampia ansa del fiume Tarangire, soprattutto durante la stagione secca, è una vera esplosione di vita: zebre, gnu, alcefali, kudu minori, dik dik, grandi gruppi di gazelle, bufali, giraffe e numerosi branchi di elefanti si concentrano lunghe le rive del fiume e nella zone paludose alla ricerca dell'acqua. Una delle specie arboree piu caratteristiche di questo Parco è l'acacia ad ombrello (Acacia Tortilis). E' il Parco Tanzaniano con la più alta concentrazione di baobab.

Enormi e secolari baobab sono la costante del paesaggio, oltre che un elemento assolutamente vitale nell'ecosistema del Parco Nazionale a ragione dei molteplici usi pratici per gli esseri umani e per gli animali della savana. I frutti, le foglie ed i fiori sono un'importante risorsa nutrizionale per il loro contenuto in vitamina C. I semi sono ricchi di proteine e vengono utilizzati per l'estrazione di un olio ad uso alimentare. Le fibre della corteccia servono invece per realizzare funi, ceste, indumenti e cappelli.

Varie parti della pianta vengono usate ancora oggi nella medicina popolare: la corteccia e le radici ridotte in polvere sono un rimedio contro la malaria, la polpa dei frutti mischiata con il miele viene utilizzata contro la tosse e le foglie vengono impiegate per trattare diarrea e febbre.
Gli elefanti usano affilare le zanne strofinandole contro i fusti rigonfi e durante i periodi di siccità utilizzano i tronchi cavi dei baobab come riserve d'acqua.

Le aree centrali del Parco offrono ai visitatori l'opportunità di avvistamenti spettacolari, soprattutto durante la stagione secca quando le paludi di Silale in parte si prosciugano e rimangono solo piccole pozze d'acqua attorno alle quali si raccolgono diversi branchi di animali. Questa zona è un vero e proprio paradiso ornitologico e si stima che il Parco Nazionale del Tarangire annoveri circa 500 specie di fauna ornitica migratoria e residente (l’aquila delle steppe, Aquila Nipalensis, è una delle tante specie migratorie che si possono avvistare). I mesi migliori per il "bird watching" sono Settembre/Ottobre ed Aprile/Maggio.

La parte meridionale del Parco resta ancora selvaggia ed incontaminata, essendo abbastanza difficile da raggiungere. Una sosta al Lago Burunge, lago salato al confine Occidentale del Parco, offre uno scorcio spettacolare della spaccatura della Rift Valley sullo sfondo. Durante la stagione secca il lago si prosciuga completamente lasciando posto ad una distesa di sali luccicanti. Il Parco Nazionale del Tarangire è l'unica area naturale protetta all'interno della quale alcuni campi hanno ottenuto la licenza di effettuare safari a piedi accompagnati e scortati dai rangers, e safari notturni dopo il tramonto in fuoristrada.


La migrazione nel Parco del Tarangire

Il fiume Tarangire che attraversa il Parco in senso longitudinale rappresenta l'unica fonte d'acqua disponibile durante la stagione secca da Giugno a fine Ottobre. Questa unicità è la ragione di un'altissima concentrazione di animali, seconda solo a quella delle immense distese del Serengeti e della caldera del Ngorongoro. Nel Parco Nazionale del Tarangire si possono incontrare famiglie matriarcali di elefanti composte da oltre 100 individui e tantissimi altri erbivori: gnu, giraffe, zebre, gazzelle di Thompson, gazzelle di Grant, impala, reedbuck, antilopi alcine (eland), antilopi d'acqua, orici dalle orecchie frangiate, alcefali, struzzi, facoceri, kudu maggiore e kudu minore, dik dik, klipspringer ed altri ancora.

Tra i carnivori troviamo leoni, leopardi, ghepardi, iene maculate, sciacalli, caracal, gattopardi, tassi del miele, otocioni ma anche iene striate e licaoni seppure questi ultimi siano molto elusivi e quindi difficili da avvistare.
Durante la stagione che va da Novembre a metà Maggio, con l'arrivo delle piogge e la disponibilità di acqua e di pascoli anche lontano dal fiume, molti animali si disperdono oltre i confini del Parco nel raggio di circa 20.000 kmq. Gnu e zebre si muovono in direzione nord e nord-est alla volta del Lago Manyara,del cratere del Ngorongoro e del Lago Natron; bufali, gazzelle ed antilopi si spostano a sud e sud-est nelle aree di caccia controllate e nelle steppe Masai; molti branchi di elefanti si spostano sia verso sud/sud-est che verso nord/nord-est. In questi mesi il Parco continua ad offrire un grande spettacolo naturale nonostante l’avvistamento degli animali possa rivelarsi piu’ impegnativo a ragione della vegetazione rigogliosa in cui si nascondono e trovano un fresco riparo elefanti, antilopi d'acqua, impala, facoceri e giraffe.

A differenza del fenomeno migratorio compatto e composto quasi esclusivamente di zebre e gnu nelle pianure del Serengeti, quello che avviene nell’area protetta del Tarangire è unico e peculiare della stagione secca quando gli animali si riuniscono nelle vallate paludose intorno al corso del fiume e riguarda tante specie di erbivori che con la stagione delle piogge (Gennaio/Febbraio & Marzo) si spostano in diverse direzioni oltre il confine del Parco trovando acqua e pascoli verdi dovunque.

La miglior sistemazione nel Parco è il Tarangire Safari Lodge

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