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Una
domanda attanaglia i nostri pensieri e ad essa mille altre se
ne aggiungono, chi siede sull'Olimpo di questo mondo virtuale
e chi sono gli dei che lo accompagnano? E chi siamo noi? Qual
è il nostro ruolo in questa Società di riflessi
allo specchio, dobbiamo chinarci di fronte ad un monarca oppure
siamo figli della più grande delle democrazia?
Una
cosa è certa, ci siamo rimessi in gioco. Come se all'improvviso
la vita ci avesse concesso un'altra possibilità, dunque
possiamo scegliere di nascere ancora una volta ed interpretare
ciò che abbiamo sempre sognato di essere, approdando su
un'isola fatta apposta per noi.
Non
una sola entità, ma milioni di piccole terre emerse in
cui aspettare che un altro naufrago si avvicini, molecole che
compongono un corpo talmente immenso da scomparire alla vista,
tanto da mettere in dubbio che esista davvero. La rete siamo noi,
minuscoli dittatori che non scendono a patti con nessuno, rinchiusi
nel proprio bozzolo di seta da cui lanciano la lenza in mare aperto.
Eppure
continuiamo a navigare nascosti nella nostra effimera corazza,
cambiamo nome, carattere e sesso ogni volta che si rende necessario,
e non permettiamo a nessuno di imporci le proprie idee. Accattoni
del "tutto gratis", pronti a metterci in vetrina colorati
di lustrini, con l'intenzione di venderci al miglior offerente
per poi svanire nel nulla appena ci avrà comprati.
E'
questa la rete dunque? Una bolgia di individui che credono nell'io
sovrano e si legano ad un alito caldo solo per resistere alla
solitudine siderale? Non solo, c'è anche chi ha il coraggio
di impersonare sé stesso senza nascondere le ansie e le
paure che sin qui l'hanno accompagnato... tende la mano, accetta
la caramella da uno sconosciuto e poi, nella quiete di un angolo
buio, la lecca a piccoli colpi nella speranza che non sia avvelenata.
Non
c'è gioco in questo mondo senza regole o valori, non c'è
battaglia che si possa affrontare senza accettare l'idea che ci
siano vincitori e vinti, ma a questo punto dobbiamo chiederci
se in questo mare in burrasca si possa davvero morire. E'
questo il punto di arrivo di un'analisi che non volevo affrontare,
eppure è l'unico possibile perchè nascita e morte
sono i confini della nostra esistenza.
Ecco
che di colpo scopriamo quale sottile differenza divide il reale
dal virtuale: possiamo nascere mille volte ma non possiamo morire!
Non
ci resta che vivere in bilico tra questi flutti, secondo le regole
antiche che hanno sempre condotto i nostri passi... e cercare
nel mosaico luccicante della rete i tasselli che s'incastrino
perfettamente nei nostri pensieri. Non importa se al primo sguardo
prudente ci appaiono semplici e incolori... anche il segno leggero
di un pennello sulla tela, preso da solo, non può darci
l'idea di quanto sia grande un capolavoro.
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