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A
volte tradire è indispensabile per sentirsi liberi, per
ribadire che noi, parte di un branco, lo siamo soltanto fine alla
morte del capo e non oltre, e dunque rivendichiamo il nostro diritto
di appartenenza a noi stessi prima che ad altri.
E
così in amore e in guerra... e le immagini si sovrappongono
ricoprendo ogni volto conosciuto con quello del nemico, ci dimentichiamo
di ogni momento entusiasmante per ricordare soltanto gli screzi
ed il dolore. Plasmiamo una scusa sufficientemente grande da motivare
la nuova scelta.
Si
tradisce per istinto ma anche per incoscienza, ci si aggrappa
ad un treno che passa in corsa sperando che ci porti via da qualcosa
di logoro, di scolorito, e ci lasciamo trasportare in un viaggio
che ha il sapore di una fuga ben sapendo che dovremo ritornare.
Eppure
ci caschiamo ogni volta, noi angeli con una sola ala che abbiamo
bisogno del nostro riflesso allo specchio per credere di poter
volare, noi uomini e donne affamati di vita eterna che non osiamo
guardare la sabbia del tempo che ci sfugge tra le dita.
Che
sarà di noi quando più che il coraggio ci mancherà
la forza, o forse è proprio questa considerazione che ci
sospinge a bruciare le tappe, a pretendere tutto ciò che
non abbiamo avuto, prima che sia troppo tardi per averlo ancora...
ma queste sono solo parole perché in fondo è così
entusiasmante tradire.
Ne
abbiamo bisogno per dimostrare a noi stessi che siamo ancora in
gioco, seducenti quanto basta a brillare per qualcun altro, e
poco importa se la luce non è cristallina come quella dell'aurora...
noi siamo al crepuscolo e dobbiamo inseguire il moto perpetuo
del pianeta per non cadere in ombra.
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