Esibizionismo

La prima volta

 

Ho pensato e ripensato a cosa significhi la "normalità" nel sesso e ho deciso che qualunque cosa sia...non fa per me!
Certo, è sconveniente per una donna ammettere la propria irrequietezza, lo è sicuramente di più confessare le proprie voglie, ma forse è proprio questa la parte migliore del gioco ed io voglio continuare a giocare.
E le conseguenze... i pericoli di oltrepassare il lecito ed il consentito? Ma chi fa le regole, chi ha deciso cos'è giusto oppure no?
Stamattina avrei voluto svegliarmi accanto ad una buona amica, chiacchierare con lei e confidarle i miei sogni... i miei segreti. Giocare sì, ma con una strana voglia nella testa ed il desiderio di farmi fotografare.

In ognuna di noi c'è un esibizionista, bisogna cogliere l'attimo in cui la voglia di apparire è più forte del timore di mettersi in mostra... e poi lasciarsi condurre dal desiderio. E' accaduto in agosto durante un'escursione in barca in uno splendido arcipelago nel Mediterraneo, una sosta notturna in una grande baia tranquilla ed il risveglio alla luce rosata dell'aurora. Una tazza di caffè sul ponte deserto, complice una vestaglia leggera che fluttuava al vento ed lo sciacquio del mare sugli scogli.
Martina mi rifilò una pacca sul sedere nudo mentre passava dietro di me per raggiungere la prua, la sua inseparabile Nikon tra le mani per fotografare l'incanto di quel mattino, e subito la mia voglia di farle un dispetto, mettendomi davanti per rovinarle l'inquadratura.
A nulla valsero le sue divertite proteste con la minaccia di immortalarmi e poi distribuire le immagini agli amici, includendo quell'Abel Wakaam che certo non si sarebbe fatto pregare per pubblicarle su NonSoloEros.
Il gioco prese i contorni della sfida ed io l'accettai! Sollevai più volte la vestaglia, unico indumento in cui potevo nascondermi, e giravo su me stessa mentre lei cercava di scattare a ripetizione cogliendo l'attimo buono per la giusta inquadratura.
Qualcosa scattò tra noi all'improvviso, una complicità che mi impose di lasciarmi catturare in una sequenza che accendeva in me la voglia di mostrarmi, di apparire... di esibirmi. Non nascondo che una certa eccitazione mi spingeva a non sottrarmi all'occhio dello zoom, così pericolosamente attento ai particolari, immaginavo ciò che Martina cercasse di inquadrare... lo deducevo dal suo sguardo attento, dalla sua espressione amichevole, ma poco rassicurante.
In quell'istante compresi cosa spinge migliaia di persone a mostrare il proprio corpo sulla rete e solo ora, leggendo la posta del giornale, capisco le tante lettere che chiedono di pubblicare su Platinum una moltitudine di fotografie come quelle che Martina mi ha appena portato.
Cos'è dunque la normalità se non una situazione che cambia di continuo? E come posso io criticare queste scelte di esibizionismo ora che ho provato personalmente lo stesso turbamento?
Naturalmente c'è un limite oltre cui un'immagine smette di essere eccitante e diventa solo volgare. Forse è questa l'unica costante che si è mantenuta nel tempo nonostante lo scorrere dei secoli e delle mode, per il resto sussiste la stessa distanza che separa l'erotismo dalla pornografia.

Laura Ballestrieri

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