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In
ognuna di noi c'è un esibizionista, bisogna cogliere l'attimo
in cui la voglia di apparire è più forte del timore
di mettersi in mostra... e poi lasciarsi condurre dal desiderio.
E' accaduto in agosto durante un'escursione in barca in uno splendido
arcipelago nel Mediterraneo, una sosta notturna in una grande
baia tranquilla ed il risveglio alla luce rosata dell'aurora.
Una tazza di caffè sul ponte deserto, complice una vestaglia
leggera che fluttuava al vento ed lo sciacquio del mare sugli
scogli.
Martina mi rifilò una pacca sul sedere nudo mentre passava
dietro di me per raggiungere la prua, la sua inseparabile Nikon
tra le mani per fotografare l'incanto di quel mattino, e subito
la mia voglia di farle un dispetto, mettendomi davanti per rovinarle
l'inquadratura.
A nulla valsero le sue divertite proteste con la minaccia di immortalarmi
e poi distribuire le immagini agli amici, includendo quell'Abel
Wakaam che certo non si sarebbe fatto pregare per pubblicarle
su NonSoloEros.
Il gioco prese i contorni della sfida ed io l'accettai! Sollevai
più volte la vestaglia, unico indumento in cui potevo nascondermi,
e giravo su me stessa mentre lei cercava di scattare a ripetizione
cogliendo l'attimo buono per la giusta inquadratura.
Qualcosa scattò tra noi all'improvviso, una complicità
che mi impose di lasciarmi catturare in una sequenza che accendeva
in me la voglia di mostrarmi, di apparire... di esibirmi. Non
nascondo che una certa eccitazione mi spingeva a non sottrarmi
all'occhio dello zoom, così pericolosamente attento ai
particolari, immaginavo ciò che Martina cercasse di inquadrare...
lo deducevo dal suo sguardo attento, dalla sua espressione amichevole,
ma poco rassicurante.
In quell'istante compresi cosa spinge migliaia di persone a mostrare
il proprio corpo sulla rete e solo ora, leggendo la posta del
giornale, capisco le tante lettere che chiedono di pubblicare
su Platinum una moltitudine di fotografie come quelle che Martina
mi ha appena portato.
Cos'è dunque la normalità se non una situazione
che cambia di continuo? E come posso io criticare queste scelte
di esibizionismo ora che ho provato personalmente lo stesso turbamento?
Naturalmente c'è un limite oltre cui un'immagine smette
di essere eccitante e diventa solo volgare. Forse è questa
l'unica costante che si è mantenuta nel tempo nonostante
lo scorrere dei secoli e delle mode, per il resto sussiste la
stessa distanza che separa l'erotismo dalla pornografia.
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