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Le
ragazze hanno mostrato poco interesse, inoltre la parola "erotismo"
fa ancora paura, tanto da interrompere il contatto al primo accenno
di discussione sulla sessualità. Ben diversa invece la
reazione maschile, subito improntata a capire chi ci fosse dall'altra
parte del filo, e se qualcuno ha risposto all'invito in malo modo,
si è subito pentito quando ha letto le mie info.
Devo
dire che non ho incontrato uomini volgari e questo serve a sfatare
uno dei tanti timori della rete che non è "un covo
di maniaci" e non nasconde solo "persecutori occulti
in attesa della vittima sacrificale". Tutti i maschietti
vogliono però una fotografia per farsi un'idea precisa
di chi hanno di fronte, io li ho semplicemente invitati a cercarla
nell'Archivio di NonSoloEros, spiegando che l'avrebbero trovata
nell'articolo "Lampi di follia".
A
questo punto c'è stata una prima sorpresa perché
mi sono resa conto che i maschietti imbranati sono la stragrande
maggioranza della rete. Spesso non navigano affatto ma si limitano
ad attendere al varco una donna piacente con cui pavoneggiarsi.
Non parliamo poi di arte o letteratura, quasi nessuno conosce
scrittori o libri anche molto famosi, e se si parla di poesia
state certi che vi rifileranno le rime di qualche amico più
dotto, spacciandole per proprie. Ci sono volute non poche spiegazioni
affinché riuscissero a trovare la mia foto nell'articolo,
e dopo l'ardua impresa sono rimasti in pochi quelli in grado di
avere una reazione intelligente.
Delle
donne mi ha invece colpito la titubanza con cui hanno risposto
ai messaggi, poche hanno superato il timore verso questa sconosciuta,
ed il terrore di chissà quale virus le ha tenute alla larga
persino dal sito di NonSoloEros. Qualche timida risposta è
arrivata da chi aveva già sentito parlare di RossoScarlatto
su Panorama o GQ, ma in nessun caso si è instaurata un'amicizia
e dopo qualche battuta non ho più avuto contatti con loro.
Superata
la prova della fotografia, ho cercato di rendermi misteriosa verso
i miei interlocutori, li ho tenuti alle corde, li ho tartassati
ogni volta che cercavano di portare il discorso sul sesso, ed
alla fine ne sono sopravvissuti una buona dozzina. Il passo successivo
è stata la ricerca di un incontro e, guarda caso, tutti
dovevano passare nei giorni seguenti proprio da Milano.
Un
vero problema era invece l'orario per l'appuntamento, la sera
creava non pochi problemi alla maggioranza di loro, segno inequivocabile
della presenza di una moglie fantasma, difficile da imbrogliare.
Chi ha dovuto ammettere di essere sposato, l'ha fatto adducendo
la solita situazione tragica di un rapporto difficile da sostenere
ma anche impossibile da cessare.
Dopo
un'ulteriore cernita, sono rimasti solo in due che chiamerò
per convenzione: Umberto e Stefano. Quarantadue anni il primo
e trentotto il secondo, uno di Genova a l'altro di Torino. Dalle
loro fotografie (naturalmente al mare e in costume) s'intravedeva
un bel fisico atletico e quella faccia da maschiaccio che mi ha
sempre fatto effetto.
Milano,
piazza Duomo, ore 21.30; li riconosco entrambi che si girano attorno
con lo sguardo curioso. Umberto dimostra qualche anno in più
della fotografia, non ha più i suoi biondi capelli e se
non fosse per il mazzo di rose in mano mi sarebbe stato difficile
distinguerlo tra la folla. Lo chiamo sul cellulare e mi scuso
per un inconveniente che mi ha trattenuta fuori città.
Quando riattacco, ha un gesto di stizza, butta i fiori per terra
e se ne va sconsolato.
Stefano
invece è esattamente come mi aspettavo, mi sorride ancora
prima che io mi avvicini a lui, poi mi abbraccia teneramente,
mi bacia sulla guancia e quasi non mi lascia più andare.
Ceniamo insieme a lume di candela e mi contagia col suo entusiasmo...
ancora non sa che dopo il caffè dovrò confessargli
che si è trattato soltanto di un esperimento.
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