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Aruba
Island
Alla
ricerca dell'isola perduta
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Questa
minuscola e bellissima isola (appena 193 Kmq), è situata
nel Mar dei Caraibi di fronte alla costa Venezuelana (30 km
a nord del Venezuela e 1590 km a sud di Miami).
Aruba ha la forma di un parallelogramma irregolare che misura
32 km di lunghezza e 10 km di larghezza e conta 70.000 abitanti,
per la maggioranza Bianchi e Amerindi Caribi.
E' un Territorio Olandese d'Oltremare, sicuramente l'isola
più conosciuta tra le Antille Olandesi. |
Come
arrivare e trasporti:
Molti voli charter dagli Stati Uniti e dal Canada, ma per i viaggiatori
indipendenti la American Airlines e la Aruba Airlines effettuano
voli tra l'isola e New York e Miami. La KLM effettua voli da Amsterdam,
mentre alcune compagnie sudamericane offrono collegamenti con
il Venezuela e la Colombia. La Air Aruba ha inoltre voli frequenti
per Bonaire e Curaçao.
Non c'è un servizio di imbarcazioni regolari tra Aruba
e il Venezuela. Se state facendo una crociera, la vostra barca
attraccherà al porto di Oranjestad.
Trasporti interni: L'aeroporto di Aruba, Queen Beatrix, si trova
sulla costa meridionale, circa 6 km a sud-est di Oranjestad. Qui
ci sono molti taxi che vi possono portare in città o ai
resort.
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Un
po' di storia
Secondo la leggenda, Aruba deve il suo nome agli avventurieri che
4 secoli fa attraversarono i Caraibi alla ricerca di ricchezze e
tesori. Una di queste isole del tesoro si chiamava appunto "Oro
Ruba", che significa "oro rosso".
Fu abitata dagli Arubaes, una tribù arawak, poi l'arrivo
di Colombo ne segnò il destino per i secoli a venire. Dapprima
occupata dagli Spagnoli, passò all'Olanda nel 1636. Fu dapprima
utilizzata come riserva alimentare (allevamenti e coltivazioni),
finchè venne scoperto l'oro. |
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Le
attività minerarie continuarono fino al 1916 poi, esaurite
le miniere, Aruba iniziò a raffinare il petrolio in grande
quantità e per 40 anni lottò per l'indipendenza
dalle Antille Olandesi ottenuta nel 1986 conservando tuttavia
un rapporto di cooperazione economica e monetaria.
L'indipendenza portò Aruba molto vicina a un grave crollo
economico, dovuto in gran parte alla chiusura della raffineria
petrolifera. Dopo avere esaurito il vero oro e avere raffinato
l'oro nero, gli abitanti di Aruba si diedero al turismo per finanziare
il loro futuro.
Nel 1996 Aruba archiviò i progetti per la propria piena
indipendenza, l'Olanda è tuttora responsabile degli affari
esteri e della difesa dell'isola e continua ad aiutarla economicamente.
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Aruba,
per lo splendore delle sue spiagge perennemente assolate vi lascerà
sbalorditi. Sebbene il turismo in grande scala domini l'isola, ci
sono ancora delle zone poco sviluppate sulla costa settentrionale
battuta dal vento e l'interno è abitato solamente da capre
e da contorti alberi divi-divi che crescono sempre rivolti a ovest,
e i cactus, che variano dalle dimensioni di un'unghia a quelle di
un palo del telegrafo. Tra gli uccelli, molti dei quali marini e
migratori, tipici gli sfacciati bananaquit, che rubano lo zucchero
dai tavoli intorno alla piscina, l'irreprensibile chuchubi, il timido
ma intelligentissimo troupial, e altri uccelli migratori. |
Questa
regione ha tre inconvenienti: il clima tropicale (secco, 27-33°C),
gli spruzzi dell'acqua di mare particolarmente salata e gli implacabili
alisei. Si è creato però un magnifico paesaggio surreale
che presenta parecchie somiglianze con le fotografie che Pathfinder
ha mandato dal pianeta Marte.
Un unico rischio sanitario: le scottature solari.
Aruba si trova al di fuori dell'arco degli uragani, quindi anche
da giugno a novembre, durante la stagione degli uragani nei Caraibi,
non c'è di che preoccuparsi. |
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Dalle
impegnative dune di sabbia alle pianure desertiche, dalle meravigliose
spiagge alla capitale (Oranjestad), troverete eventi come il famoso
carnevale, un festival estivo, i fuochi d'artificio di Capodanno,
una parata in onore della Regina e poi
Il Butterfly Farm (allevamento di farfalle), diversi casinò,
gite in mountain bike, golf (sulla punta nordoccidentale dell'isola
si trova Tierra del Sol: questo campo di 18 buche, par-71 fu disegnato
da Robert Trent Jones II con lo scopo di sfruttare al massimo l'ambiente
naturale unico e aspro dell'isola) |
| Pesca
d'altura (nelle acque temperate che la circondano si possono catturare
diversi tipi di pesci atlantici tutto l'anno (pesci vela, i merluzzi
bianchi e azzurri, i wahoo, gli squali, i barracuda, gli albacora,
i kingfish, le palamite e i tonni dalla pinna nera e gialla), trekking
nel Parco Nazionale di Arikok sul Monte Jamanota (riserva naturale
che presenta alcuni dei più antichi disegni Arawak con numerosi
sentieri che illustrano la grande varietà di piante ed animali
come gli alberi divi-divi e kwihi, rari ed esotici cactus, aloe,
fiori tropicali, uccelli e iguana). |
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Scoprirete
i misteri di Guadirikiri col Tunnel dell'Amore, Hooiberg e Casibari,
il Natural Bridge...
Ed infine le famose spiagge bianche: Baby Beach, Rodgers Beach,
Eagle Beach, Palm Beach, Hadikurari Beach
Prendete un tratto
di bellissima natura, aggiungete qualche monolito in cemento, una
foresta di ombrelloni di foglie di palma, una flottiglia di giocattoli
per gli sport acquatici e avrete un'idea di ciò che troverete.
Palm Beach è ottima per nuotare e per fare snorkelling e
Eagle Beach è talmente grande e abbagliante che non riuscirebbe
a stare in un obiettivo grandangolare. |
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Gli
abitanti dell'isola sono abili a parlare le lingue e molti di
essi ne parlano addirittura quattro: olandese, inglese, spagnolo
e papiamento, a volte nella stessa conversazione.
Il papiamento è una lingua melodiosa che deriva da tutte
le culture che hanno avuto impatto sulla regione: presenta tracce
di spagnolo, portoghese, olandese, francese e lingue indigene.
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Gli
arubani non si tirano indietro di fronte a una festa e la musica
che sentirete sull'isola riflette questa loro caratteristica.
Le
musiche più popolari sono un calypso dai testi un po' spinti,
una soca ritmata, il merengue e una miscela di passi nata qui
e conosciuta come socarengue, caratterizzata da un movimento di
anche estremamente sensuale.
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Kristal
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