Il culto dei piedi nei secoli

Il piede da sempre ha avuto un ruolo primario nell'immaginario erotico feticista: ma qual'è la sua storia? Innanzitutto, la parola feticismo trae origine dal termine feticcio che a sua volta deriva dal portoghese feitiço (latino factitius significante "artificiale, fittizio") : nel XVIII secolo veniva usato dai mercanti di schiavi per definire le reliquie religiose africane dotate di proprietà magiche secondo le credenze animiste del luogo.

E' dalla ricerca storico-religiosa che lo psicologo francese Binet trasferisce il termine feticismo in ambito sessuologico, nel XIX secolo, per descrivere l'attrazione sessuale per una parte specifica del corpo o per un oggetto. Grazie ai suoi studi, Binet scopre che qualsiasi cosa può diventare un culto da venerare, anche ciò che solitamente non è normale oggetto di piacere: il feticista passa da una forma attiva in cui deve possedere il feticcio, a una passiva in cui chiede di usarlo su di lui, a una contemplativa in cui trae piacere dall'osservare la propria collezione di feticci.

Anche Freud, padre della psicanalisi, si dedica al fenomeno affermando che un certo grado di feticismo fa parte della sessualità di ognuno, ma può diventare perversione quando il feticcio si sostituisce alla mèta normale e diventa unico oggetto sessuale: così il culto diventa ossessione maniacale. Stekel afferma che alla base del feticismo esiste una repulsione e una componente sessuofobica: il timore per il coito fa privilegiare una parte per sostituire il tutto ed avere protezione. Si sostiene che il feticismo sia una componente prevalentemente maschile, ma anche le donne non ne sono esenti.

Nel caso specifico, il feticismo del piede ha una lunga storia e tantissime, diverse sfumature: il piede nudo adornato dalle catene, ad esempio, ha da sempre esercitato un fortissimo richiamo erotico; l'associazione tra la catena e la schiavitù è assai chiara e ancora oggi le cavigliere sono uno degli ornamenti decorativi più apprezzati dai cultori del piede.

L'Asia rispetto all'Europa in questo senso ha una predilezione speciale, basti pensare alle donne cinesi e alle geishe: i loro piedi venivano fasciati per impedirne la crescita e per renderli piccoli aggraziati, usanza che risale a tempi lontanissimi, introdotta in modo stabile a corte dal X secolo e con sempre più consensi, che esprime simbolicamente la soggezione della donna ma anche l'appartenenza a un'elevata classe sociale (la donna che aveva piedi grandi apparteneva sicuramente a una classe povera perchè doveva lavorare accanto al marito e non poteva permettersi la fasciatura del piede); dagli anni Venti questa usanza declina e scompare ma il piede rimane un oggetto erotico e simbolico di forte impatto nell'immaginario comune.

Nella cultura berbera sono invece note le decorazioni dei piedi con l'hennè: foglie, labirinti di linee concentriche, figure che erano simboli magici o di iniziazione che le donne si facevano su diverse parti del corpo e anche sui piedi, usanza che continua ancora oggi e che è stata esportata anche in Occidente, spogliata dei suoi significati ancestrali e ora utilizzata dalle giovani ragazze per abbellire caviglia, dita e collo del piede.

Secolo dopo secolo, il fascino del piede è rimasto immutato, simbolo sensuale e sessuale, nudo o su tacchi a spillo, velato con calze o inguainato in stivali in pelle, con unghie smaltate o decorato da anellini e cavigliere, stretto da corde o libero per solleticare il corpo del partner: il web fornisce ai cultori una vasta scelta e gli appassionati possono spaziare dai più comuni ai più particolari feticci che riguardano questa parte del corpo così venerata per la sua grazia e per il suo forte richiamo erotico. Molti però preferiscono sedersi su una panchina e osservare i piedi delle donne che passeggiano in centro e soffermarsi su quelli più femminili e aggraziati.

Eliselle

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