Maria Rita Parsi

Intervista di Monica maggi


"...Bisogna capire che, da parte di tanti uomini, l'emancipazione e la liberazione femminile vengono vissute con rabbia, come eventi che determinano in loro una profonda instabilità: come se le donne li avessero abbandonati, lasciati soli, senza un accompagnamento "ancillare" al quale erano da secoli abituati; come se li avessero "ingannati" perché autonome, capaci, intelligenti come o più di loro..."

Questa è Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta e donna, che ci porta ad una lettura "tra le righe" del fenomeno "scambismo". 

Scambisti, in gergo "swinger". Cosa ne pensa?
Ho una visione molto precisa: gli scambisti mi sembrano delle persone collegate a visioni infantili e preadolescenziali della sessualità, alle visioni connesse ai giochi con altri bambini per verificare la propria identità. In sintesi lo scambismo è un modo di confermarsi attraverso l'altro, riaprendo una "stagione dei giochi". Quindi non più un rapporto a due ma un rapporto allargato, come succede ai bambini che giocano al dottore.
E' un cercare le prime sensazioni sensuali, vivissime perché sono le prime. Quelle della maturità sono certamente più intense, ma i ricordi di grande eccitazione corrispondono all'adolescenza, ai primi orgasmi o eiaculazioni. E' come un nuovo rito di iniziazione. Tutto rimane ai margini dell'erotismo, perché non può esserci intimità sentimentale. Ma durante l'atto sessuale, in uno scambio di coppia, allo "scambista" non credo interessi la visione sentimentale, emozionale, di condivisione dell'altro.

Cosa intende per intimità sentimentale?
Quando la sessualità di due persone si compone di mente, corpo e immaginario. L'altro, il partner, può esserti comodo, simpatico, puoi anche viverci insieme, ma se non sei in intimità con te stesso e con lei/lui non potrai vivere un rapporto globale.

Prima di giocare allo scambio, queste coppie che cosa possono fare?
Molte cose da rivalutare e analizzare. Molte domande da porsi. Del tipo "come si è sviluppata la mia sessualità?" oppure "a che punto dei miei desideri e delle mie emozioni sono arrivato?" E ancora "cosa mi consente di avvertire questo rapporto diverso?"
Lo scambio potrebbe essere, magari, una specie di afrodisiaco per accendere una sessualità impoverita, senze energie e non collegata ai sentimenti e alle emozioni.

Nello scambismo ci sono vantaggi….e svantaggi?
Lo scambismo rimane comunque una conoscenza nuova, una nuova esperienza, nuova sensualità, nuovo odore di un altro. Tutto questo può essere sia cosa deludente che colpo d'ala emozionale. Ho incontrato persone in terapia molto deluse da questa esperienza. Piuttosto che il colpo d'ala, lo scambio di coppia spesso si è rivelato la rappresentazione di uno "psicodramma", attraverso il quale ritrovare proprie situazioni sul corpo di un altro e specchiarsi in esso. Si guarda a come si fa sesso, se lo si fa bene, se l'altro è migliore, se la propria donna gode di più con l'altro, se l'altro uomo la tratta in maniera diversa.

Da chi parte l'iniziativa, in genere, dello scambio?
Per quella che è la mia esperienza di terapeuta, moltissimo dall'uomo. Le donne la accettano soprattutto quando sono insoddisfatte, e quando poter fare l'amore con un uomo gli viene ordinato dal partner, che peraltro si eccita per questo. E' una modalità regressiva e non evolutiva del rapporto a due, ma è comunque un rilanciare il rapporto indietro per fargli acquistare nuova velocità ed energia erotica.

Che passato trova negli scambisti?
Spesso sono persone che hanno subìto traumi, che magari hanno ascoltato i genitori o adulti che facevano l'amore, che hanno vissuto situazioni preadolescenziali incisive. Sono uomini o donne che serbano nella memoria scene sessuali molto eccitanti ma razionalmente da negare. Lo scambio consente loro di riviverle.
Poi, alla radice, ci può essere la noia, l'indifferenza, la speranza che magari facendo una cosa di questo genere ti torni la voglia per una moglie che non ti piace più, per un marito che non ti interessa più. Sono degli alibi per dire "rimaniamo in coppia" con un aggancio alla gelosia.

Alternative allo scambio?
Un'analisi ad esempio, ma questa chiaramente può sconvolgere. Meglio allora lo scambio, anche se non mancano casi di scambisti pentiti o scambisti risolti.
Non credo sia un fenomeno crescente, ma rilevante. Fino a cinque anni fa non avevo casi in terapia, oggi ne ho diversi.
Consigli? Lavorare sulla loro esperienza in comune, ma poi soprattutto sulla loro identità, sulle loro dinamiche di coppia, sulle ragioni per cui si è arrivati allo scambio di coppia.

Gli scambisti hanno speranze di tornare una coppia affiatata?
In alcune occasioni sì. Anche se lo scambio di partner non credo sia una giusta modalità per dare "una scossa" alla coppia. Quando una coppia è in crisi, puoi scambiare quanto ti pare…la crisi rimane, si può solo dilazionare inserendo elementi nuovi o di controllo. Ci sono donne che preferiscono controllare i tradimenti del marito, essere presenti piuttosto che non saperli, oppure temerli o ipotizzarli.
Vedere la propria donna o il proprio uomo nelle braccia di un altro/altra permette alla persona di liberarsi concretizzando un incubo.

Che suggerimento dare a queste persone?
Ricordare che la sessualità non è che un aspetto del rapporto di coppia. Ognuno può giocare come vuole, non esistono giochi proibiti tra adulti consenzienti. Ma è un mettere il piede su un acceleratore regressivo, per una coppia adulta. Lo scambista farà sicuramente qualcosa di piacevole, ma vuoto dal punto di vista sentimentale. Non c'è amore nel guardare il compagno/a che penetra o è penetrata da un altro, e poi fare sesso con più trasporto: c'è solo eccitazione.

 

Maria Rita Parsi

Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice, lavora a Milano, Roma e nella Svizzera italiana. Dirige la Società Italiana di Psicoanimazione (SIPA) che ha fondato nel 1985. Dal 1984 fa parte dell'Istituto Riza e scrive sulle riviste "Riza Psicosomatica" e "Riza Scienze". È consigliere direttivo e membro della SIPS (Società italiana di psicologia). Nel 1991 ha fondato il Movimento Bambino ONLUS che conta tre centri (Roma, Milano, Cosenza) e fulcri in tutta Italia e nella Svizzera Italiana, per la diffusione del pensiero e dell'arte dei bambini contro gli abusi e i maltrattamenti, e per la tutela giuridica, sociale, culturale dei ragazzi. Svolge da anni un'intensa attività didattica presso università italiane e istituti privati specializzati. Dal 1995 insegna psicoanimazione, terapia a mediazione creativo-corporea (metodologia da lei ideata), in qualità di cultrice della materia presso la cattedra di psicologia sociale della Facoltà di Psicologia dell' Università di Firenze e dal 1997 è docente del "Corso di perfezionamento sulle perizie" (insegnamento di psicopatologia forense) presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza". In qualità di docente è membro attivo e collabora all'Associazione Armonia (Svizzera italiana) per la tutela delle donne e dei bambini maltrattati.
Collabora a molti quotidiani e periodici con rubriche settimanali. Per Mondadori ha pubblicato: I Quaderni delle bambine (1990), Il pensiero Bambino (1991), Il mondo creato dai bambini (1992), I quaderni delle donne (1994), L'amore violato (1996), Le mani sui bambini (1998) L'amore dannoso (1999) e la Trilogia della città di R. (2000). Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Animazione in borgata (1976), Lo scarico (1978), Album. Tracce fotografiche di Margherita (1982), La principessa degli specchi (1984), La sessualità (1991), I perché del sesso (1992), Il mondo creato dai bambini attraverso il disegno (1996).

Monica Maggi

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