Un giullare alla corte dell'eros

 

Il prof. Luciano Pignatti, laureato in pedagogia, è insegnante all'Accademia Nazionale Arte Drammatica Silvio D'Amico a Roma. Dal 1994 è educatore professionale.

E' visiting professor al Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo, è burattinaio dal 1986 e creatore del "Gran Teatro Dei Burattini", è pittore, astrologo, teatrante di strada e tanto altro.

Ma è anche uno scrittore e si è divertito a raccogliere in un suo libro poesie erotiche di diverse epoche e stili, comprese le sue.

Com'è nato il desiderio di raccogliere poesie erotiche e ironiche, spaziando da Catullo ai viventi, nel tuo libro: "Opera Buffa: 6° non commettere atti impuri ... almeno lavati !"

Tutto iniziò 13-14 anni fa come conseguenza alla nascita di una mia poesia intitolata "Erotica". Essa, nell'ampio circuito di amiche e amici, ebbe notevole successo. Ciò mi spinse a rimetter mano alle mie poesie scritte anni prima sullo stesso argomento. Il passaggio succcessivo fu, in un mio viaggio in Su- America, la conoscenza personale di una poetessa peruviana, Mariana Llano. Ella mi regalò la sua ultima raccolta di poesie "Todo el fuego", raccolta che io tradussi in italiano e che è una delle tre parti costituenti di "Opera Buffa". Una ciliegia tira l'altra ... quell'incontro incitò la mia curiosità letteraria e iniziai a cercare, cercare, cercare ... leggere, leggere, leggere ... finchè sono arrivato alla stesura del canovaccio dello spettacolo teatrale che porta lo stesso titolo del libro. Faccio presente una cosa: la ricerca non è terminata, il libro è un "libro aperto". Continuo ancora a cercare e a leggere e, ovviamente, a scrivere anche sull'argomento. Se mi è concessa una battuta, continuo ancora a far l'amore.

Eros e Umorismo: qual'è il filo che li lega e come dialogano tra di loro?

Ti ringrazio per la domanda in quanto è molto impegnativa la risposta.
Allora, come persone abbiamo dei pensieri legati, a volte, a dei problemi: la scarsità del salario rispetto al costo della vita; l'eventuale acquisto di una casa; la sostituzione dell'automobile; la febbre di un figlio e via elencando. Ma questo tipo di pensieri sono a un livello che, schematicamente, potremmo definire di tipo "logico-mentale" e quindi, in un modo o nell'altro, affrontabili e (forse) risolvibili utilizzando le categorie appena accennate e al cui interno c'è anche l'umorismo. Quante sono le barzellette contro gli avversari politici? E quante quelle contro i tifosi della squadra avversaria ?
Ma quando saliamo al piano emotivo, sentimentale, sessuale ed erotico ... ahi ahi ahi qui casca l'asino ! L'amore, nel quale sono inseriti anche i 4 livelli sumenzionati, non ha un sano umorismo "sociale" ma, al massimo, barzellette di bassa lega e ampia volgarità (per fortuna, non tutte). Tra l'altro, il 90% delle barzellette parla di tradimenti, scappatelle ... insomma, delle famose "corna" o, per meglio dire, la ricerca e la realizzazzione di un tipo di felicità sessuale.
Eros inteso come simbolo (collegato alla divinità olimpica) era un mattacchione, uno che ne combinava di tutti i colori. A questo proposito rimando le amiche e gli amici lettori a due bellissimi quadri, ora al Louvre. Il primo è "Venere addormentata, Cupido e un satiro" di Antonio Allegri detto il Correggio (Correggio 1489 ?-1534) mentre il secondo è il "Ratto di Elena" di Guido Reni (Bologna 1575-1642)
Nel quadro del Correggio (da me amatissimo e, mi sia concesso, raffinatissimo pittore) vediamo un satiro bello sveglio (e pare pur ancora ben voglioso), una Venere addormentata (per me, non troppo) e un piccolo Cupido che fa la nanna con le aluccie abbassate. In sintesi, che ci dicono questi simboli ? Che, anche quando dorme e ha le aluccie abbassate, Eros/Cupido alimenta la sessualità anche in forme rozze, primitive e istintive (Satiro) assolutamente accettate dentro Venere/amore. E se Venere/amore inteso come simbolo "alto" se ne dorme, l'istintività, l'ormonalità, la corporeità l'è comunque bella sveglia.
Ora spostiamoci di un secolo e guardiamo il quadro di Guido Reni, splendido manierista. Tutti conosciamo la storia epica del "Ratto di Elena" raccontata dal trovatore nonchè giullare Omero ... in questo quadro, in basso a destra, c'è un piccolo Cupido in piedi con alette alzate (quindi attivo); egli ha l'arco abbassato (per cui la freccia già è stata scoccata), il corpo è direzionato verso Elena ma il viso di 3/4 è rivolto verso di noi che guardiamo la scena. Lo splendore di Guido Reni sta nell'espressione, dal basso all'alto, di Cupido il quale, sorridendo sotto gli inesistenti baffi, par dirci: "Hai visto cosa ti ho combinato ?"
In sintesi, quello che voglio esprimere, è di cercare di non vivere l'amore e l'erotismo come problema, come angoscia ma cercare di alleggerirlo, di riderci sopra. Ma non solo, amica e amico lettore, sul piano mentale come stai facendo tu adesso che leggi le mie corbellerie, ma anche nell'atto fisico del far l'amore. "Zum-zum-zum-ah-ah-ah-vengo-vengo-vengo" è, spesso-spessissimo limitante. L'amore e il far l'amore è, nella sua sintesi (almeno per me) un gioco pieno di baci e carezze, leccate e succhiotti, paroline dolci e parole forti. Arrivo a dire che se non c'è creatività non c'è amore e che la fisicità sessuale è arte, è poesia. Non a caso, gli antichi parlavano di "ars amandi". E, sempre ricordando gli antichi, il radicale etimologico di umorismo sta per "umido, bagnato". L'associazione è presto fatta: l'erotismo fa (anche) "inumidire e bagnare" e l'umorismo è "umido e bagnato" ... traete voi le conclusioni.
Concludo la risposta ricollegandomi alla tua domanda. Il filo che lega eros e umorismo è la BELLEZZA e il dialogo è sul raffinatissimo filo dell'intelligenza, della conoscenza e della fiducia reciproca degli "innamorati", in qualsiasi forma sociale essi siano.

Questo libro è anche il canovaccio di un tuo spettacolo teatrale: puoi parlarcene? Quali sono le reazioni più curiose del pubblico alle poesie che leggi?

In realtà, è una cosa molto buffa. Ossia, io sono arrivato al teatro dalla scrittura e sono tornato, in questo caso, alla scrittura tramite il teatro. Attenzione perchè non è un Uruborus in quanto le aperture e le sperimentazioni ad altre forme artistiche sono insite in me.
"Opera Buffa: 6° non commettere atti impuri ... almeno lavati !" è uno spettacolo di teatro di strada, di quello che io amo chiamare "teatro in movimento" e, nello specifico "cabaret in movimento", cioè, almeno, spettacolo non da "palcoscenico".
Vi rubo alcune righe per illustrare quanto suaffermato.
Io non penso (e, a volte, lo confesso, non voglio pensare) che ci siano prodotti culturali, merce culturale (perchè, non scordiamocelo, la cultura è una industria !) che vada bene per tutti. Allora, se io sono su un palcoscenico e recito, la mia recitazione (oltre a 1000 altre cose) deve essere una recitazione che "deve andar bene" a (quasi) tutte le persone che sono in teatro. In sintesi, una recitazione "standardizzata". Se io sono in strada, in piazza, sotto un portico, ai tavoli di una sagra paesana o di un festival di partito, io recito per un piccolo gruppo di persone alla volta ... io recito "ad personam" e la recitazione e la scelta delle poesie che io faccio la faccio solo per te, per i tuoi occhi, per il sorriso che hai, per la scollature che fa intravedere un reggiseno malizioso, per le emozioni che tu mi dai in quel momento. Scusate, amiche e amici, ma questa è l'arte dell'improvvisazione. Il barbatrucco teatrale sta nel fatto che credi di esser tu a sceglier le poesie che io ti recito, invece è vero il contrario.
La prima parte, non casuale, del titolo è "Opera buffa" ossia genere teatrale e musicale di tipo "leggero". Per darvi un rimando recente, vi indico il "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Per cui, per esser chiari fin dall'inizio: ce la ridiamo.
La seconda parte del titolo: "... 6° non commettere atti impuri" è il copia/incolla del 6° comandamento.
Quindi: su cosa ce la ridiamo ? Ce la ridiamo sugli atti impuri.
L'ultima parte "... almeno lavati !" è la battuta finale che ci dice "se ci laviamo gli atti non sono più impuri". In pratica: facciamo un bidet e bona lè ! A volte rinforzo la battuta del titolo con un'altra battuta orale, e cioè: "Sgodazziamoci così senza pudor ! ! !" Vi dirò che fa ridere.
Il libro/canovaccio è composto di 3 parti: la prima è quella "storica" con poesie da Catullo e Marziale fino a Verlaine; la parte centrale sono le poesie di Mariana LLano "Todo el fuego"; l'ultima parte sono le mie poesie di tipo erotico/ironico.
Alle persone dico che ho un libro di 90 poesie erotiche/ironiche. Se loro mi dicono un numero da 1 a 90 io leggerò la poesia corrispondente. In realtà, le poesie non sono numerate ma scelgo io la poesia sul momento in base a quanto già detto.
Reazioni ? Curiosità ? Beh, io sono un autore/attore comico e cerco di far ridere e sorridere e, normalmente, ci riesco. Non ho, solitamente, reazioni scandalizzate in quanto il pubblico è preavvertito. Chiaro che se ho un gruppo di giovani è una situazione, se ho degli anziani è un altro. Come costume ho un costume giallo e rosso con tanto di campanellini, tipico dei giullari rinascimentali.
L'estate scorsa, tre donne anziane mi chiesero, veramente in modo ingenuo, il numero 69. Essa è l'unica che ho scritto in dialetto ed è abbastanza "forte". Dopo alcune righe iniziarono un po' a "sbiancare", a non credere alle proprie orecchie. Dopo altre righe dissero "ma no, ma no". Infine, a metà poesia, mi chiesero di smettere. Io smisi. Si allontanarono scuotendo le teste. Alcuni giovani, intanto, si erano avvicinati e mi chiesero di terminare la lettura. La terminai.

Il tuo rapporto con l'erotismo, la tua passione per le poesie d'amore, la tua inventiva nello scrivere poesie erotiche in dialetto emiliano: puoi descriverci questi aspetti della tua vita e della tua arte?

Ma, sai, l'amore è fatto sostanzialmente di corporeità, di "materia". Esistono, certo, aspetti "spirituali", di "onde mentali", di "corrispondenze affettive" ma siamo corpi, cioè testa, cuore, mani, passerotto/passerina e via dicendo. Da alcuni anni amo parlare di "istintività intelligente" che solo apparentemente è un ossimoro, e cioè fondere armoniosamente gli aspetti istintivi del nostro corpo a una evoluzione mentale, sia individuale che di coppia (e, perchè no ? di gruppo). L'evoluzione mentale è assolutamente fondamentale altrimenti siamo a livelli bestiali, senza offendere i nostri amici animali.
Erotismo è anche "ricerca del piacere", gioco, "sperimentazione" sessuale, divertimento, fantasia, immaginazione, trasgressione (a cosa, poi, non si sa ...), studio, uso di "giocattoli sessuali", tenerezza, passione, arte, cultura, delizia ... EROTISMO E' GNOSI, E' CONOSCENZA, E' AMORE.
Tra l'altro, a molti bacchettoni (di tutti gli apparati ideologici sessuo-repressivi, specialmente religiosi) consiglio di consultare un dizionario etimologico e scopriranno che il radicale greco di "erotico" è EROS ed è lo stesso, puta caso, di "amo" e cioè ERAO.
Quindi, per rispondere alla prima parte della tua domanda, il mio rapporto con l'erotismo è, in estrema sintesi, mezzo di conoscenza intra-personale e inter-personale e mezzo espressivo dell'amore, il tutto (possibilmente) in allegria.
Ultimissima cosa prima di rispondere al rimanente: smettiamola di pensare e agire che le zone erogene sono solo quelle due o tre e che i baci e le carezze giuste son solo quelle due o tre e che i movimenti piacevoli son solo quei due o tre: tutto tutto tutto il corpo è erogeno come lo sono tutte le carezze e i movimenti. In questo ambito (soprattutto filosofico) molto ho appreso dal Kama Sutra.
La mia passione per le poesie d'amore ... beh, non è proprio esatto. La mia passione è per l'arte e il mio lavoro è l'arte. Vivo d'arte con le tecniche che ho appreso, in primisi il teatro, la letteratura, la poesia, la pittura e via paciugando. Non scrivo solo poesie d'amore, scrivo poesie "sociali", poesie "intimistiche", poesie incazzate ... tra l'altro, amica lettrice e amico lettore, son sicuro che sai che l'etimo di poesia è generare-procreare-produrre per cui (mi sia concesso il trip) siamo tutti poeti ... se acquisiamo le relative tecniche di scrittura !
La mia inventiva nello scrivere poesie erotiche in dialetto emiliano ? Non ne ho scritte molte, in realtà perchè, tu mi insegni, è veramente difficile scrivere in dialetto, ma difficile davvero. Il dialetto, qualsiasi dialetto, ha colori, sapori, profumi, espressioni tipici della cultura popolare locale. Se io scrivo "gnocca" da noi, in Emilia, è un termine affettuoso, giocoso, simpatico, per nulla volgare. "Gnocca", invece, se ti ascolta un non emiliano, ti fa un sorrisetto come per dire: "Volevi dire fi... e non l'hai detto ma io l'ho capito" e la parola "gnocca" acquista subito connotati volgari che in origine non ha.
Idem con patate per il bolognese "socmel" che sta, ad litteram, per "succhiamelo" ma, amici non bolognesi, "socmel" lo usano, lo usiamo con nessuna accezione volgare. In famiglia, la figlia con la madre "Mo socmel mamma cos'hai fatto da cena ? Na leccornia da leccarsi i baffi !" Una frase di normale conversazione famigliare potrebbe acquisire reconditi significati di libidinosa fellatio o cunnilingus ... Volete la traduzione sbagliata ? Eccovela. "Ma succhiamelo mamma (la figlia non ha il ca... da farsi succhiare. Forse vorrà farsi succhiare il cli... dalla madre !??) cos'hai fatto da cena ? Na leccornia (leccornia uguale cosa da leccare, simile al succhiare di cui sopra) da leccarsi (di nuovo !) i baffi (che solitamemnte stanno sulle labbra, sulla bocca, sopra la lingua ...!)
Sicuramente in altri dialetti ci son parole che, nella cultura locale, sono "pulite" ma ascoltate da altri diventano "sporche". Me ne vengano in mente, ora, alcune di altri dialetti che, per rispetto loro, non trascrivo. Se poi la nostra poesia in dialetto la traduciano in un altro idioma, tipo l'italiano ... apriti cielo.
Carissima, mi chiedi dell'inventiva ... ma sai, ogni opera d'arte parla dell'autore, delle sue esperienze, dei suoi studi, dei suoi desideri, dei suoi sogni. L'artista, spesso, è un "imbranato verbale" che utilizza linguaggi simbolico/analogici per esprimersi e farsi capire. Nello specifico, alcune poesie erotiche sono mia diretta esperienza personale; altre sono esperienze che mi son state confidate; altre sono miei desideri; altre mi son state ispirate dall'ascolto di certe canzoni; altre ancora dalla lettura di un libro ... sai, la creatività, l'inventiva, le idee hanno molte epifanie, di cui (alleluja alleluja) solo poche note.

La poesia erotica di altro autore che hai più amato, e quella che hai scritto e che reputi migliore... quali sono?

Voi giornaliste/i avete questo "difetto" professionale che si esprime quando fate delle domande tipo "qual è il più ..." o "Qual è il meno ...". Ribaltando i ruoli, è come se io ti chiedessi: "Qual è stato il più bel bacio della tua vita ?" oppure ."Qual è l'uomo che meno hai amato ?"
Ora, io, povero cristo, come faccio a risponderti ? Se ti dico Catullo si offende Pietro Aretino, se ti dico Marziale s'arrabbia Giorgio Baffo, se ti dico Me Stesso s'incazza (e a ragione) il mondo intero ! Amo molto, ma molto, alcune poesie di ... alcune poesie di ... alcune poesie di ... amo molto, ma molto (e qui faccio pubblica confessione) tutte le persone che amano e fan l'amore. Non è una butade, non è piaggeria, è la verità ! Allo stesso tempo, a scanso di equivoci, amo molto la donna con cui sto facendo l'amore e amo me stesso quando faccio l'amore.
Le poesie che reputo migliori, tra le mie ? Stesso discorso di prima che, per amor vostro, non ripeto.
Posso dirti quali piacciono di più al pubblico. Andando a memoria, tra le mie "Alcheda", "Prove". "Casualità", la mini-serie del "Camino" ... tra i poeti con la P maiuscola l'epigramma 16 di Catullo, alcuni "Dubbi amorosi" di Pietro Aretino, il mio concittadino Tassoni con il secondo canto della "Secchia rapita" e, di Giorgio Baffo la più apprezzata è "La mona puol risanar el moribondo". Tra le poesie di Mariana Llano quelle che hanno maggiore successo sono "Sabbia" e "Per amare".

I progetti nel futuro prossimo e, perchè no, in quello remoto. E se ti va, qualche sogno che è rimasto ancora nel cassetto e che vorresti realizzare.

Beh, nel futuro prossimo-prossimo ... tra poche settimane ho un provino come attore comico in una nota trasmissione TV: si sa mai mi pigliassero ... ma si che mi pigliano, ci mancherebbe ! ! !
A metà giugno inizia la stagione estiva: (messaggio promozionale; consigli per gli acquisti, pubblicità ... visitate il mio sito www.lamelanet.com) amiche lettrici e amici lettori ho ancora delle serate libere per cui posso venire nelle vostre situazioni a leggervi e recitarvi la "Opera buffa: 6° non commettere atti impuri ... almeno lavati" e le altre cose che trovate nel sito suindicato.
Vorrei, nel futuro remoto (ma non troppo), che si realizzasse un grande progetto "accademico", progetto che per pura scaramanzia non descrivo.
Sogni nel cassetto ? Amica mia, ne ho il comò pieno, per non parlare della credenza e dell'armadio. Ma, sai, non sono sogni miei personali, nel senso che io sono contento della vita che faccio, vorrei migliorarla, sì, ma il giusto. No, i sogni sono, aprendo un cassetto a caso, sogni "sociali" tipo sostituire le Accademie Militari con Accademie di Belle Arti; nelle scuole togliere religione e mettere filosofia; offrire tanti tantissimi corsi a prezzo bassissimo di discipline artistiche alla popolazione ... guarda, mi fermo perchè tutti i fogli dei sogni stanno urlando, contemporaneamente: "Parla di me", "Io sono il sogno più bello", "Io sono un sogno praticabile", "Senza di me non potrai più sognare" e via schiamazzando. A proposito di erotismo, due sogni (tra gli altri) ho nel cassetto: far l'amore su un aereoplano e far l'amore con una suora.

Visto che sono alle battute finali, volevo salutare le amiche lettrici e gli amici lettori con un grande caldissimo abbraccio. Mi sia concessa una parafrasi: "Ama te stesso e il prossimo tuo".
Un bacione a tutte/i.
Luciano Pignatti

Gran Teatro Dei Burattini
by La Mela Associazione Creativa
Via Gorghetto, 36 - 41030 Bomporto (MO)
Tel. 059 909945
www.lamelanet.com
e-mail: lamelanet@tin.it

Eliselle

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