Com'è
nato il desiderio di raccogliere poesie erotiche e ironiche,
spaziando da Catullo ai viventi, nel tuo libro: "Opera
Buffa: 6° non commettere atti impuri ... almeno lavati !"
Tutto
iniziò 13-14 anni fa come conseguenza alla nascita di
una mia poesia intitolata "Erotica". Essa, nell'ampio
circuito di amiche e amici, ebbe notevole successo. Ciò
mi spinse a rimetter mano alle mie poesie scritte anni prima
sullo stesso argomento. Il passaggio succcessivo fu, in un mio
viaggio in Su- America, la conoscenza personale di una poetessa
peruviana, Mariana Llano. Ella mi regalò la sua ultima
raccolta di poesie "Todo el fuego", raccolta che io
tradussi in italiano e che è una delle tre parti costituenti
di "Opera Buffa". Una ciliegia tira l'altra ... quell'incontro
incitò la mia curiosità letteraria e iniziai a
cercare, cercare, cercare ... leggere, leggere, leggere ...
finchè sono arrivato alla stesura del canovaccio dello
spettacolo teatrale che porta lo stesso titolo del libro. Faccio
presente una cosa: la ricerca non è terminata, il libro
è un "libro aperto". Continuo ancora a cercare
e a leggere e, ovviamente, a scrivere anche sull'argomento.
Se mi è concessa una battuta, continuo ancora a far l'amore.
Eros
e Umorismo: qual'è il filo che li lega e come dialogano
tra di loro?
Ti
ringrazio per la domanda in quanto è molto impegnativa
la risposta.
Allora, come persone abbiamo dei pensieri legati, a volte, a
dei problemi: la scarsità del salario rispetto al costo
della vita; l'eventuale acquisto di una casa; la sostituzione
dell'automobile; la febbre di un figlio e via elencando. Ma
questo tipo di pensieri sono a un livello che, schematicamente,
potremmo definire di tipo "logico-mentale" e quindi,
in un modo o nell'altro, affrontabili e (forse) risolvibili
utilizzando le categorie appena accennate e al cui interno c'è
anche l'umorismo. Quante sono le barzellette contro gli avversari
politici? E quante quelle contro i tifosi della squadra avversaria
?
Ma quando saliamo al piano emotivo, sentimentale, sessuale ed
erotico ... ahi ahi ahi qui casca l'asino ! L'amore, nel quale
sono inseriti anche i 4 livelli sumenzionati, non ha un sano
umorismo "sociale" ma, al massimo, barzellette di
bassa lega e ampia volgarità (per fortuna, non tutte).
Tra l'altro, il 90% delle barzellette parla di tradimenti, scappatelle
... insomma, delle famose "corna" o, per meglio dire,
la ricerca e la realizzazzione di un tipo di felicità
sessuale.
Eros inteso come simbolo (collegato alla divinità olimpica)
era un mattacchione, uno che ne combinava di tutti i colori.
A questo proposito rimando le amiche e gli amici lettori a due
bellissimi quadri, ora al Louvre. Il primo è "Venere
addormentata, Cupido e un satiro" di Antonio Allegri detto
il Correggio (Correggio 1489 ?-1534) mentre il secondo è
il "Ratto di Elena" di Guido Reni (Bologna 1575-1642)
Nel quadro del Correggio (da me amatissimo e, mi sia concesso,
raffinatissimo pittore) vediamo un satiro bello sveglio (e pare
pur ancora ben voglioso), una Venere addormentata (per me, non
troppo) e un piccolo Cupido che fa la nanna con le aluccie abbassate.
In sintesi, che ci dicono questi simboli ? Che, anche quando
dorme e ha le aluccie abbassate, Eros/Cupido alimenta la sessualità
anche in forme rozze, primitive e istintive (Satiro) assolutamente
accettate dentro Venere/amore. E se Venere/amore inteso come
simbolo "alto" se ne dorme, l'istintività,
l'ormonalità, la corporeità l'è comunque
bella sveglia.
Ora spostiamoci di un secolo e guardiamo il quadro di Guido
Reni, splendido manierista. Tutti conosciamo la storia epica
del "Ratto di Elena" raccontata dal trovatore nonchè
giullare Omero ... in questo quadro, in basso a destra, c'è
un piccolo Cupido in piedi con alette alzate (quindi attivo);
egli ha l'arco abbassato (per cui la freccia già è
stata scoccata), il corpo è direzionato verso Elena ma
il viso di 3/4 è rivolto verso di noi che guardiamo la
scena. Lo splendore di Guido Reni sta nell'espressione, dal
basso all'alto, di Cupido il quale, sorridendo sotto gli inesistenti
baffi, par dirci: "Hai visto cosa ti ho combinato ?"
In sintesi, quello che voglio esprimere, è di cercare
di non vivere l'amore e l'erotismo come problema, come angoscia
ma cercare di alleggerirlo, di riderci sopra. Ma non solo, amica
e amico lettore, sul piano mentale come stai facendo tu adesso
che leggi le mie corbellerie, ma anche nell'atto fisico del
far l'amore. "Zum-zum-zum-ah-ah-ah-vengo-vengo-vengo"
è, spesso-spessissimo limitante. L'amore e il far l'amore
è, nella sua sintesi (almeno per me) un gioco pieno di
baci e carezze, leccate e succhiotti, paroline dolci e parole
forti. Arrivo a dire che se non c'è creatività
non c'è amore e che la fisicità sessuale è
arte, è poesia. Non a caso, gli antichi parlavano di
"ars amandi". E, sempre ricordando gli antichi, il
radicale etimologico di umorismo sta per "umido, bagnato".
L'associazione è presto fatta: l'erotismo fa (anche)
"inumidire e bagnare" e l'umorismo è "umido
e bagnato" ... traete voi le conclusioni.
Concludo la risposta ricollegandomi alla tua domanda. Il filo
che lega eros e umorismo è la BELLEZZA e il dialogo è
sul raffinatissimo filo dell'intelligenza, della conoscenza
e della fiducia reciproca degli "innamorati", in qualsiasi
forma sociale essi siano.
Questo
libro è anche il canovaccio di un tuo spettacolo teatrale:
puoi parlarcene? Quali sono le reazioni più curiose del
pubblico alle poesie che leggi?
In realtà, è una cosa molto buffa. Ossia, io sono
arrivato al teatro dalla scrittura e sono tornato, in questo
caso, alla scrittura tramite il teatro. Attenzione perchè
non è un Uruborus in quanto le aperture e le sperimentazioni
ad altre forme artistiche sono insite in me.
"Opera Buffa: 6° non commettere atti impuri ... almeno
lavati !" è uno spettacolo di teatro di strada,
di quello che io amo chiamare "teatro in movimento"
e, nello specifico "cabaret in movimento", cioè,
almeno, spettacolo non da "palcoscenico".
Vi rubo alcune righe per illustrare quanto suaffermato.
Io non penso (e, a volte, lo confesso, non voglio pensare) che
ci siano prodotti culturali, merce culturale (perchè,
non scordiamocelo, la cultura è una industria !) che
vada bene per tutti. Allora, se io sono su un palcoscenico e
recito, la mia recitazione (oltre a 1000 altre cose) deve essere
una recitazione che "deve andar bene" a (quasi) tutte
le persone che sono in teatro. In sintesi, una recitazione "standardizzata".
Se io sono in strada, in piazza, sotto un portico, ai tavoli
di una sagra paesana o di un festival di partito, io recito
per un piccolo gruppo di persone alla volta ... io recito "ad
personam" e la recitazione e la scelta delle poesie che
io faccio la faccio solo per te, per i tuoi occhi, per il sorriso
che hai, per la scollature che fa intravedere un reggiseno malizioso,
per le emozioni che tu mi dai in quel momento. Scusate, amiche
e amici, ma questa è l'arte dell'improvvisazione. Il
barbatrucco teatrale sta nel fatto che credi di esser tu a sceglier
le poesie che io ti recito, invece è vero il contrario.
La prima parte, non casuale, del titolo è "Opera
buffa" ossia genere teatrale e musicale di tipo "leggero".
Per darvi un rimando recente, vi indico il "Barbiere di
Siviglia" di Rossini. Per cui, per esser chiari fin dall'inizio:
ce la ridiamo.
La seconda parte del titolo: "... 6° non commettere
atti impuri" è il copia/incolla del 6° comandamento.
Quindi: su cosa ce la ridiamo ? Ce la ridiamo sugli atti impuri.
L'ultima parte "... almeno lavati !" è la battuta
finale che ci dice "se ci laviamo gli atti non sono più
impuri". In pratica: facciamo un bidet e bona lè
! A volte rinforzo la battuta del titolo con un'altra battuta
orale, e cioè: "Sgodazziamoci così senza
pudor ! ! !" Vi dirò che fa ridere.
Il libro/canovaccio è composto di 3 parti: la prima è
quella "storica" con poesie da Catullo e Marziale
fino a Verlaine; la parte centrale sono le poesie di Mariana
LLano "Todo el fuego"; l'ultima parte sono le mie
poesie di tipo erotico/ironico.
Alle persone dico che ho un libro di 90 poesie erotiche/ironiche.
Se loro mi dicono un numero da 1 a 90 io leggerò la poesia
corrispondente. In realtà, le poesie non sono numerate
ma scelgo io la poesia sul momento in base a quanto già
detto.
Reazioni ? Curiosità ? Beh, io sono un autore/attore
comico e cerco di far ridere e sorridere e, normalmente, ci
riesco. Non ho, solitamente, reazioni scandalizzate in quanto
il pubblico è preavvertito. Chiaro che se ho un gruppo
di giovani è una situazione, se ho degli anziani è
un altro. Come costume ho un costume giallo e rosso con tanto
di campanellini, tipico dei giullari rinascimentali.
L'estate scorsa, tre donne anziane mi chiesero, veramente in
modo ingenuo, il numero 69. Essa è l'unica che ho scritto
in dialetto ed è abbastanza "forte". Dopo alcune
righe iniziarono un po' a "sbiancare", a non credere
alle proprie orecchie. Dopo altre righe dissero "ma no,
ma no". Infine, a metà poesia, mi chiesero di smettere.
Io smisi. Si allontanarono scuotendo le teste. Alcuni giovani,
intanto, si erano avvicinati e mi chiesero di terminare la lettura.
La terminai.
Il
tuo rapporto con l'erotismo, la tua passione per le poesie d'amore,
la tua inventiva nello scrivere poesie erotiche in dialetto
emiliano: puoi descriverci questi aspetti della tua vita e della
tua arte?
Ma,
sai, l'amore è fatto sostanzialmente di corporeità,
di "materia". Esistono, certo, aspetti "spirituali",
di "onde mentali", di "corrispondenze affettive"
ma siamo corpi, cioè testa, cuore, mani, passerotto/passerina
e via dicendo. Da alcuni anni amo parlare di "istintività
intelligente" che solo apparentemente è un ossimoro,
e cioè fondere armoniosamente gli aspetti istintivi del
nostro corpo a una evoluzione mentale, sia individuale che di
coppia (e, perchè no ? di gruppo). L'evoluzione mentale
è assolutamente fondamentale altrimenti siamo a livelli
bestiali, senza offendere i nostri amici animali.
Erotismo è anche "ricerca del piacere", gioco,
"sperimentazione" sessuale, divertimento, fantasia,
immaginazione, trasgressione (a cosa, poi, non si sa ...), studio,
uso di "giocattoli sessuali", tenerezza, passione,
arte, cultura, delizia ... EROTISMO E' GNOSI, E' CONOSCENZA,
E' AMORE.
Tra l'altro, a molti bacchettoni (di tutti gli apparati ideologici
sessuo-repressivi, specialmente religiosi) consiglio di consultare
un dizionario etimologico e scopriranno che il radicale greco
di "erotico" è EROS ed è lo stesso,
puta caso, di "amo" e cioè ERAO.
Quindi, per rispondere alla prima parte della tua domanda, il
mio rapporto con l'erotismo è, in estrema sintesi, mezzo
di conoscenza intra-personale e inter-personale e mezzo espressivo
dell'amore, il tutto (possibilmente) in allegria.
Ultimissima cosa prima di rispondere al rimanente: smettiamola
di pensare e agire che le zone erogene sono solo quelle due
o tre e che i baci e le carezze giuste son solo quelle due o
tre e che i movimenti piacevoli son solo quei due o tre: tutto
tutto tutto il corpo è erogeno come lo sono tutte le
carezze e i movimenti. In questo ambito (soprattutto filosofico)
molto ho appreso dal Kama Sutra.
La mia passione per le poesie d'amore ... beh, non è
proprio esatto. La mia passione è per l'arte e il mio
lavoro è l'arte. Vivo d'arte con le tecniche che ho appreso,
in primisi il teatro, la letteratura, la poesia, la pittura
e via paciugando. Non scrivo solo poesie d'amore, scrivo poesie
"sociali", poesie "intimistiche", poesie
incazzate ... tra l'altro, amica lettrice e amico lettore, son
sicuro che sai che l'etimo di poesia è generare-procreare-produrre
per cui (mi sia concesso il trip) siamo tutti poeti ... se acquisiamo
le relative tecniche di scrittura !
La mia inventiva nello scrivere poesie erotiche in dialetto
emiliano ? Non ne ho scritte molte, in realtà perchè,
tu mi insegni, è veramente difficile scrivere in dialetto,
ma difficile davvero. Il dialetto, qualsiasi dialetto, ha colori,
sapori, profumi, espressioni tipici della cultura popolare locale.
Se io scrivo "gnocca" da noi, in Emilia, è
un termine affettuoso, giocoso, simpatico, per nulla volgare.
"Gnocca", invece, se ti ascolta un non emiliano, ti
fa un sorrisetto come per dire: "Volevi dire fi... e non
l'hai detto ma io l'ho capito" e la parola "gnocca"
acquista subito connotati volgari che in origine non ha.
Idem con patate per il bolognese "socmel" che sta,
ad litteram, per "succhiamelo" ma, amici non bolognesi,
"socmel" lo usano, lo usiamo con nessuna accezione
volgare. In famiglia, la figlia con la madre "Mo socmel
mamma cos'hai fatto da cena ? Na leccornia da leccarsi i baffi
!" Una frase di normale conversazione famigliare potrebbe
acquisire reconditi significati di libidinosa fellatio o cunnilingus
... Volete la traduzione sbagliata ? Eccovela. "Ma succhiamelo
mamma (la figlia non ha il ca... da farsi succhiare. Forse vorrà
farsi succhiare il cli... dalla madre !??) cos'hai fatto da
cena ? Na leccornia (leccornia uguale cosa da leccare, simile
al succhiare di cui sopra) da leccarsi (di nuovo !) i baffi
(che solitamemnte stanno sulle labbra, sulla bocca, sopra la
lingua ...!)
Sicuramente in altri dialetti ci son parole che, nella cultura
locale, sono "pulite" ma ascoltate da altri diventano
"sporche". Me ne vengano in mente, ora, alcune di
altri dialetti che, per rispetto loro, non trascrivo. Se poi
la nostra poesia in dialetto la traduciano in un altro idioma,
tipo l'italiano ... apriti cielo.
Carissima, mi chiedi dell'inventiva ... ma sai, ogni opera d'arte
parla dell'autore, delle sue esperienze, dei suoi studi, dei
suoi desideri, dei suoi sogni. L'artista, spesso, è un
"imbranato verbale" che utilizza linguaggi simbolico/analogici
per esprimersi e farsi capire. Nello specifico, alcune poesie
erotiche sono mia diretta esperienza personale; altre sono esperienze
che mi son state confidate; altre sono miei desideri; altre
mi son state ispirate dall'ascolto di certe canzoni; altre ancora
dalla lettura di un libro ... sai, la creatività, l'inventiva,
le idee hanno molte epifanie, di cui (alleluja alleluja) solo
poche note.
La
poesia erotica di altro autore che hai più amato, e quella
che hai scritto e che reputi migliore... quali sono?
Voi
giornaliste/i avete questo "difetto" professionale
che si esprime quando fate delle domande tipo "qual è
il più ..." o "Qual è il meno ...".
Ribaltando i ruoli, è come se io ti chiedessi: "Qual
è stato il più bel bacio della tua vita ?"
oppure ."Qual è l'uomo che meno hai amato ?"
Ora, io, povero cristo, come faccio a risponderti ? Se ti dico
Catullo si offende Pietro Aretino, se ti dico Marziale s'arrabbia
Giorgio Baffo, se ti dico Me Stesso s'incazza (e a ragione)
il mondo intero ! Amo molto, ma molto, alcune poesie di ...
alcune poesie di ... alcune poesie di ... amo molto, ma molto
(e qui faccio pubblica confessione) tutte le persone che amano
e fan l'amore. Non è una butade, non è piaggeria,
è la verità ! Allo stesso tempo, a scanso di equivoci,
amo molto la donna con cui sto facendo l'amore e amo me stesso
quando faccio l'amore.
Le poesie che reputo migliori, tra le mie ? Stesso discorso
di prima che, per amor vostro, non ripeto.
Posso dirti quali piacciono di più al pubblico. Andando
a memoria, tra le mie "Alcheda", "Prove".
"Casualità", la mini-serie del "Camino"
... tra i poeti con la P maiuscola l'epigramma 16 di Catullo,
alcuni "Dubbi amorosi" di Pietro Aretino, il mio concittadino
Tassoni con il secondo canto della "Secchia rapita"
e, di Giorgio Baffo la più apprezzata è "La
mona puol risanar el moribondo". Tra le poesie di Mariana
Llano quelle che hanno maggiore successo sono "Sabbia"
e "Per amare".
I
progetti nel futuro prossimo e, perchè no, in quello
remoto. E se ti va, qualche sogno che è rimasto ancora
nel cassetto e che vorresti realizzare.
Beh,
nel futuro prossimo-prossimo ... tra poche settimane ho un provino
come attore comico in una nota trasmissione TV: si sa mai mi
pigliassero ... ma si che mi pigliano, ci mancherebbe ! ! !
A metà giugno inizia la stagione estiva: (messaggio promozionale;
consigli per gli acquisti, pubblicità ... visitate il
mio sito www.lamelanet.com) amiche lettrici e amici lettori
ho ancora delle serate libere per cui posso venire nelle vostre
situazioni a leggervi e recitarvi la "Opera buffa: 6°
non commettere atti impuri ... almeno lavati" e le altre
cose che trovate nel sito suindicato.
Vorrei, nel futuro remoto (ma non troppo), che si realizzasse
un grande progetto "accademico", progetto che per
pura scaramanzia non descrivo.
Sogni nel cassetto ? Amica mia, ne ho il comò pieno,
per non parlare della credenza e dell'armadio. Ma, sai, non
sono sogni miei personali, nel senso che io sono contento della
vita che faccio, vorrei migliorarla, sì, ma il giusto.
No, i sogni sono, aprendo un cassetto a caso, sogni "sociali"
tipo sostituire le Accademie Militari con Accademie di Belle
Arti; nelle scuole togliere religione e mettere filosofia; offrire
tanti tantissimi corsi a prezzo bassissimo di discipline artistiche
alla popolazione ... guarda, mi fermo perchè tutti i
fogli dei sogni stanno urlando, contemporaneamente: "Parla
di me", "Io sono il sogno più bello",
"Io sono un sogno praticabile", "Senza di me
non potrai più sognare" e via schiamazzando. A proposito
di erotismo, due sogni (tra gli altri) ho nel cassetto: far
l'amore su un aereoplano e far l'amore con una suora.
Visto
che sono alle battute finali, volevo salutare le amiche lettrici
e gli amici lettori con un grande caldissimo abbraccio. Mi sia
concessa una parafrasi: "Ama te stesso e il prossimo tuo".
Un bacione a tutte/i.
Luciano Pignatti
Gran
Teatro Dei Burattini
by La Mela Associazione Creativa
Via Gorghetto, 36 - 41030 Bomporto (MO)
Tel. 059 909945
www.lamelanet.com
e-mail: lamelanet@tin.it