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VioletErotica
Intervista di Pegaso
Incontro
via telematica Violeterotica in una giornata autunnale particolarmente
soleggiata. Lavevo contattata alcune settimane prima nel
Village Rossoscarlatto, dopo aver letto la sua presentazione.
Giovane ragazza del suo tempo, ha scoperto una quindicina di anni
or sono la sua voglia di cambiare sesso. Un decennio in cui questo
desiderio è rimasto silente per poi sbocciare in tutta
la sua potenza. Pochi mesi fa si è operata al seno incominciando
il percorso che la porterà ad essere completamente donna.
Attualmente nella vita lavora come facchina in una cooperativa,
anche se è certa di aspirare ad altre mete più alte.
Molteplici sono i suoi interessi in ambito eros: il
primo è la scrittura.
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Pegaso:
Come nasce la tua voglia ed il tuo piacere di scrivere?
Violet:
Nasco come poetessa con uno stile molto influenzato da quello
di Ungaretti. Quest'anno ho deciso di cimentarmi con un qualcosa
di differente: la novella erotica. Ho deciso di ambientare tutti
i miei racconti in Norvegia, una Norvegia onirica che abita solo
la mia mente, dato che non ci sono mai stata. Ho preso questa
decisione per omaggiare quella che considero la mia dea, Vibeke
Stene, ex cantante dei Tristania, gruppo gothic metal di Stavanger.
Racconto più spesso dell'erotismo fra donne perché,
nella mia personalità c'è una fortissima componente
di viaggio, movimento, scoperta. Magari dopo che mi sarò
operata scriverò molto più spesso dell'erotismo
tra transessuali assecondando la componente di riscoperta di quello
che sarà stato il mio passato recente.
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Pegaso: Da cosa nasce questa
voglia di viaggiare, di scoprire?
Violet:
I primi diciotto anni della mia vita li ho vissuti in una casa
situata di fronte all'argine di un fiume sudicissimo, il Panaro,
nel nord della provincia di Modena e di fianco ad una distesa
immensa di terra brulla, incolta. Ho iniziato a viaggiare con
la mente, all'epoca ero appassionatissima di Jules Verne, per
sfuggire alla mortificazione scialba che la mia terra offriva
ai miei occhi ed alla mia vita. Uno dei maggiori rimpianti è
quello di non essere nata nel passato o nel futuro: sarei stata
un'esploratrice di nuove terre o nuove galassie. Devo dire comunque,
che trovo parecchio stimolante lo scrivere: ci sono termini usati
nei racconti, come cervice o onfalo, che manco conoscevo. Poi
sì, per il momento mi sto dilettando con le novelle erotiche
dalle atmosfere noir, gotiche e bucoliche. Mi piace pensare all'erotismo
come un qualcosa di sofisticato ed al contempo selvaggio, fin
quasi al criminale.
Pegaso:
Ti diletti anche con la fotografia mi sembra.
Violet:
Si, da sei mesi mi sono buttata sulla fotografia: sono sia il
soggetto che la "sceneggiatrice" delle foto che faccio,
perché i miei book fotografici di solito hanno un copione.
Nelle foto che scatto cerco di rappresentare tre filoni dell'erotismo:
ambiguità di genere, feticismo e rapporto di dominazione/sottomissione.
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Pegaso:
Parliamo un po del tuo status sessuale: immagino che
dirlo in famiglia sia stato uno dei momenti più difficili
di questa scelta.
Violet:
Sicuramente sì. Devo dire che dalle loro reazioni
trapelò più indifferenza che altro, ma fin
da piccola li ho abituati ad una certa indipendenza di carattere,
di idee, di azioni. Sapevano fin da subito che opporsi sarebbe
servito a nulla. Quindi hanno deciso, credo più inconsciamente
che altro, di esprimere la loro rassegnazione con l'indifferenza.
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Pegaso:
Cosa vuol dire "essere transessuale" nel 2008?
Violet:
Significa ancora e purtroppo doversi operare per ottenere
il cambiamento dei cambi anagrafici; significa ancora e
purtroppo dover nascondere la propria vera identità.
Quando si cerca un lavoro significa ancora e purtroppo venire
confusi con gay, travestiti e simili con cui le transessuali
c'entrano nulla. Visto che non mi piace passare per vittima
dico anche che significa, per fortuna, avere una fortissima
attrattiva sessuale, sia sugli uomini sia sulle donne ed
io, in quanto lesbica, incontro moltissime donne che mi
dicono "è da tanto che sogno di farlo con una
trans". Da questa constatazione, fra l'altro, nasce
il mio racconto "Le libertine di Oslo".
Pegaso:
Penso che spesso ti avvicinino per fini pruriginosi che
per un reale interesse per la persona come farebbero con
un etero.
Violet:
A volte sì, è capitato spesso con gli uomini,
ma mai con le donne. Quelle che hanno voluto fare sesso
con me nel corso della transizione le ho trovate sempre
molto stimolate ed interessate alla e dalla mia condizione
trans.
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Pegaso:
Sensibilità femminile...i maschietti invece hanno cercato
solo il rapporto fisico?
Violet:
Ci sono stati e ci sono alcuni anche bravi nel lusingarmi e corteggiarmi
però sì non è che gli uomini m'attraggano
molto né fisicamente né mentalmente; tanto è
vero che i personaggi dei miei racconti sono sempre donne, o trans.
Pegaso:
Quando avrai compiuto il tuo passaggio in maniera completa, come
pensi cambierà la tua vita, sia nei rapporti quotidiani
normali che in quelli affettivi?
Violet:
Credo che nei rapporti affettivi cambierà nulla: le persone
che considero mie amiche sono quelle che fin da subito hanno capito
la mia situazione e si sono abituate fin da subito a vedermi,
pensarmi e percepirmi come donna dalla testa ai piedi. Cambierà
molto da un punto di vista sociale e lavorativo invece perché
finalmente i documenti corrisponderanno alla mia vera identità
e non avrò più bisogno di doppi giochi, accorgimenti
o peggio, di nascondermi.
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Pegaso
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