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Una
volta bastava una goccia di veleno durante l'ultimo brindisi prima
di partire, un sorso e poi la nebbia nella testa ed un pugnale
dritto al cuore. Oggi ho perso tutto con un solo click su un misero
exe traditore, aveva l'aria dolce di un bacio perugina e la frase
sulla e-mail che mi ha ingannato con la rima.
Non posso credere che l'abbia fatto apposta, e non voglio perderla
per un dubbio, oppure mi sto aggrappando ad una flebile speranza
fingendo di non comprendere il significato di quelle ultime sue
parole: "dopo di me il deserto".
Sì,
è vero, sono dentro casa ma mi sento disperso, mutilato
di una parte del mio cuore.
"Ma siamo la doppia faccia di un unico dolore, troppo piccoli
per dormire da soli e troppo grandi per vivere di parole... inutili,
forti, fragili e indifesi... divisi da un alito caldo e da un
sentimento senza pretese. Siamo barattoli posti uno sull'altro
in una fila infinita, in bilico in una giornata di vento che può
metter fine alla nostra vita... siamo due gocce d'acqua che scivolano
sopra un vetro e sappiamo che oltre il bordo non potremo tornare
indietro."
Prigionieri
di un destino tecnologico, schiavi di un'abitudine... mi chiedo
come siamo vissuti sino a ieri, quando non c'era modo di sentirsi
a distanza, ed ogni viaggio era un tunnel buio da cui si tornava
con una gran festa... non posso credere che lei sia fuggita...
non posso credere di averla persa.
Ora
sono qui... come l'araba fenice, pronto a rinascere dalle mie
ceneri dopo un rogo di cinquecento anni, pronto a imboccare una
nuova strada e a dimenticare amori e inganni... pronto a formattare
la mente e risplendere di luce nuova, pronto a mostrare la mia
anima bianca come la neve. Non c'è nulla di più
bello che rinascere come a primavera, e piano... piano riappaiono
le speranze, il monitor si accende di nuovi colori, arriva flebile
il brusio di chi sospira per nuovi incontri e nuovi amori e poi,
un messaggio... proprio quello che aspettavo, proprio quello che
temevo... accosto le labbra al calice di cristallo, avverto l'odore
della cicuta... e bevo.
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