 |


|
|
Le
pecorella smarrita
"Vi
sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore
che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno
di ravvedimento"
Questo
soleva ripetere quell'uomo dalla pelle bruciata all'inferno, nato
il 13 giugno 1930 a MnuKwa, nel distretto di Chinata, in Zambia.
Era sceso mille volte nel regno di satana per afferrare una mano
sconosciuta, tesa tra le fiamme eterne, e mille volte era tornato
a rivedere la luce celeste con le sue pupille veloci, attente
ad ogni batter di ciglia. Nessuno poteva conoscere quel che gli
avrebbe riservato il fato, nemmeno quel Paolo, ultimo di sei fratelli,
che a Roma lo consacrò vescovo dell'arcidiocesi di Lusaka.
|
|
Nessuno
poteva sapere che avrebbe seguito le orme dei primati oltrepassando
il corno d'Africa e la terra di Mosè e Giuda... fino a
giungere nella città eterna col suo carico di spiriti sulle
spalle. Si disse poi che un Esorcista annusa l'aria come un segugio
e va dove la bestia si rintana, ma forse il destino volle giocargli
contro almeno una partita, rigirando la trappola nell'opposto
verso. Fu così che il figlio delle savane, sospinto da
un'antica quartina di Nostradamus, giunse al cospetto del trono
promesso e bussò deciso per tre volte affinché una
porta gli fu aperta.
Cantavano
a quei tempi i Pittura Freska: - ...sarà vero, dopo
Miss Italia aver un papa nero, no me par vero. - E le sue
gesta passarono di bocca in bocca, di casa in casa, di popolo
in popolo... fino ad echeggiare laddove un altro Papa, anch'egli
straniero, sedeva sullo scanno che, prima di altri, appartenne
a quel Pietro che non apprese le gesta del suo Dio sull'antico
testamento, ma cenò col suo corpo ed il suo sangue prima
di accompagnarlo al Calvario.
Né
aveva lasciato un segno quel primo Giovanni Paolo che parlava
la stessa lingua dei Pittura Freska, lui non aveva nemmeno avuto
il tempo di chiedersi cosa gli avrebbe riservato il domani, così
preso ad accarezzare il volto spaurito dei bambini di cui si attorniava.
|
| -
...sarà vero, dopo Miss Italia aver un papa nero, no me
par vero. - Cantavano al New York Hilton mentre Emmanuel Milingo,
71 anni, si sposava con Maria Sung di 45 che non conosceva una sola
parola della sua lingua. E chissà quanti demoni sedevano
in prima fila a gustarsi la sofferta vittoria delle tenebre sulla
luce! Io non c'ero, eppure quel Paolo aveva sfiorato anche me quand'era
vescovo di Milano... anzi, mi aveva schiaffeggiato e unto con l'olio
dei soldati di Cristo, pur sapendo in cuor suo che avrei combattuto
solo per la mia losca bandiera. |
 |
|
Avrei
voluto esserci per ascoltare il vociare confuso delle anime dannate...
avrei voluto esserci per chiedere ad Emmanuel se avesse riconosciuto
l'alito caldo di Satana nel bacio della sposa, o semplicemente
per costatare di persona di quale foggia è fatto davvero
un Esorcista!
Ora
non resta che chiederci perché la pecorella smarrita sia
stata imprigionata in un ovile di Zagarolo, tanto stretto da togliere
il respiro, mentre le altre 99 del gregge sono rimaste a Roma
nella vastità del colonnato. Non è dunque vero che
"Vi sarà in cielo più allegrezza per un
solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non
hanno bisogno di ravvedimento"?
Forse,
il povero Emmanuel Milingo è destinato a sparire nell'ombra
in cui ha sempre lottato per aver perso una sola partita nell'arco
della sua grande guerra, ma chi scrive le argute pagine della
storia non può fingere di non accorgersi che "non
è vero che dopo Miss Italia avremo un papa nero".
Chi può dire quanto l'anziano Monsignore abbia voluto prendersi
una rivincita sui suoi antichi compagni di fede invece di subirne
il precoce martirio? E se la vita fosse un corda tesa allo spasimo,
serrata a viva forza nelle nostre mani? Potremmo decidere di tirarla
fino alla morte o abbandonarla senza lottare... ma in questo gioco
al massacro, chi regge l'altro capo?
In
questi giorni, Emamnuel Milingo è fuggito un'altra volta
dal suo ovile per trovar rifugio a casa di un'amica pittrice di
Lecco. Ella dipingerà la sua aurea solenne e si soffermerà
sul contorno oscuro che vela la sua anima. E' già scritto...
il primo Papa nero morirà solingo su quel ramo del lago
che volge al desio prima ancora di raggiungere la sua ambita meta...
o meglio, resterà l'unica pecora nera in un gregge di anime
candide che non hanno saputo accettare che fosse diverso, ma non
meno vero, di loro.
Mi
piace credere che Maria Sung lo raggiunga per un ultimo bacio
ed, insieme, da un balcone aggredito dal tralcio spoglio delle
vite canadese, abbiamo il coraggio di ricordare al mondo che,
mai, quel Cristo di cui declamano le gesta, proibì ai suoi
discepoli di privarsi della sessualità da cui nasce la
vita.
|

Abel Wakaam
|
|