I piedi che passione

Estate, caldo torrido, vestiti leggeri, sandali quasi inesistenti, ma nonostante tutto mi sembra quasi di non riuscire a respirare: mi fermo davanti a una vetrina e senza troppa convinzione entro nel negozio, più per trovare ristoro e un po' di ossigeno all'interno grazie all'aria condizionata che per reali esigenze. In effetti, mi accorgo solo dopo essere un negozio di abiti maschili per tutte le fasce d'età, dai jeans e magliette per gli adolescenti agli abiti più seri da managers o dirigenti.

Che ci faccio qui? Se lo chiede anche il ragazzo alla cassa, che mi domanda con aria gentile se ho bisogno del suo aiuto, squadrandomi da capo a piedi. "Devo fare un regalo, dò un'occhiata in giro, grazie!" è la mia scusa, subito pronta. Mi guardo intorno e vedo che forse molti altri hanno avuto la mia stessa idea, a questo caldo non si resiste. Inizio a passeggiare tra gli scaffali distratta, i tacchi picchiettano sul pavimento lenti, senza fretta.

Solo la musica fa da sottofondo, il silenzio è completo. D'un tratto ho una sensazione strana: mi sento osservata. Curiosa, lancio uno sguardo distratto intorno e vedo che gli occhi di due uomini sui trentacinque non lontano da me sono puntati... sui miei piedi. Senza pudore, li guardano a lungo, commentando a bassa voce la loro forma, notando quanto il colore dello smalto valorizzi l'abbronzatura e come il tacco alto li renda ancora più femminili, poi si scambiano cenni di assenso, soffermandosi sulla cavigliera d'argento che dà al tutto un tocco più sensuale.

Mi sfugge un risolino quando, sentendosi a loro volta scoperti, mi guardano smarriti cercando nei miei occhi un lampo di rimprovero e, non vedendolo arrivare, mi sorridono grati. Esco dal negozio ringraziando il commesso e prendendo un lungo respiro prima di buttarmi di nuovo nella calura estiva. Non è strano e mi succede spesso, quando passeggio per le strade, vedere le persone soffermarsi sui miei piedi. E' un culto per molti, alcuni la chiamano addirittura perversione.

Che parola orribile per definire una passione che è esistita sin dall'antichità. Il piede è un vero e proprio oggetto di desiderio, persino Freud e la psicologia si sono occupati di studiare il fenomeno, riconducendolo prima a una frustrazione sessuale, poi a un'omosessualità latente, poi ancora a una fase di crescita non completata appieno. Non sono così presuntuosa da smentire gli studi di Freud o di chi dopo di lui ha dato una propria spiegazione a questo fetish che giorno dopo giorno conquista sempre più siti tutti dedicati ai cultori dei piedi. Mi limito a descrivere il fenomeno, osservando...

Osservando, vedo i ragazzi in spiaggia che coi loro cellulari scattano foto di nascosto ai piedi delle ragazze, a quei piedini ben curati e con qualche anellino alle dita, o con tatuaggi e disegni sulla pelle, o brillantini sulle unghie per illuminarle sotto ai raggi del sole. Osservando, quando si avvicina l'inverno vedo gli uomini che accompagnano le proprie donne nei negozi di calzature e le fanno sfilare su stivali nuovissimi dal tacco in plexiglass trasparente o a spillo in metallo, alti fino oltre il ginocchio o classici a coprire appena il polpaccio, per aiutarle a scegliere un modello sensuale, oppure consigliano loro le classiche decolletè così Anni '80 ma così sexy con una calza a rete o un'autoreggente.

Osservando, vedo che il piede è sempre più protagonista sia nella moda che al cinema, gli stilisti fanno a gara per tenerlo bene in vista e scoprirlo anche durante la stagione fredda e i registi delle nuove generazioni lo omaggiano nei loro film, regalandogli inquadrature in primissimo piano, nudo, con le unghie laccate di rosso o che schiaccia deciso l'accelleratore. E osservando, vedo sempre meno persone che tengono nascosto il loro amore per questa parte del corpo così tremendamente sexy e femminile, anche se ancora viene considerato da alcuni un tabù o una deviazione.

Autunno, giornata piovosa, cappottino e sciarpa, stivali neri con stringhe e tacco a spillo: entro decisa in libreria e mi avvicino alla zona dedicata all'erotismo, voglio comprare qualcosa di nuovo ma non so ancora che cosa, mi lascerò guidare dal mio istinto. Mentre scorro leggendo la sottocopertina di una nuova raccolta di racconti, immersa e concentrata nelle parole, percepisco dietro di me una presenza e mi giro sovrapensiero: un uomo con un libro di favole in mano lascia salire il suo sguardo dai miei piedi al mio viso e, rosso in volto, si scusa. "Di che cosa?" faccio io, con sguardo tra il sorpreso e il divertito. Forse il mio tono di voce rilassato o forse la convinzione di non rivedermi più gli da coraggio, ma lo sento sussurrare una frase, dimentico del suo evidente imbarazzo: "Chissà che piede sublime si nasconde sotto la pelle nera di quei bellissimi stivali... mi scusi, buona giornata". Lo vedo sfrecciare alla cassa, pagare ed uscire scomparendo dalla mia vista. Sorridendo, mi rimetto a leggere ciò che avevo lasciato in sospeso: la presentazione di una nuova raccolta di racconti dove i piedi sono i protagonisti.

Il culto dei piedi nei secoli Il culto dei piedi nei secoli

Eliselle

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