Saturno Buttò

Intervista di Kristal

Saturno Buttò nasce a Portogruaro (VE) nel 1957. Si iscrive nel 1971 al liceo artistico di Venezia e successivamente all'Accademia di Belle Arti, diplomandosi al corso di pittura nel 1980. Vive e lavora a Bibione, cittadina sul mare presso Venezia. Nel 1993 espone per la prima volta in pubblico e pubblica il catalogo monografico "Ritratti da Saturno 1989-1992".

Affermato artista, possiamo incontrarlo a diversi appuntamenti: "Erotica - Exotica" (Aprile/maggio'03 alla Glassgarage Gallery di Los Angeles) e "All'indice" (22 novembre - 7 gennaio '04 al Centro culturale Leonardo da Vinci S.Donà di Piave-VE). Nel 2004: "Dark interiors" (sempre a Los Angeles alla Glassgarage Gallery).

NonSoloEros: "Strano, un pittore veneziano che non dipinge mai Venezia". Questa è la prima domanda che mi è venuta in mente guardando le tue opere. Mi incuriosisce sapere perché. Non ne hai mai sentito il desiderio, oppure m'è sfuggito qualche quadro? Nessun pittore "storico" veneziano ti ha lasciato una piccola eredità? Sarebbe interessante vedere Venezia con i tuoi occhi.

Saturno Buttò: Non ti è sfuggito niente, è proprio che, ufficialmente, non ho mai dipinto paesaggi (fatta eccezione per qualche raro quadro in periodi giovanili). In effetti è strano, se c'è un periodo che non amo particolarmente, è il settecento veneziano e i vedutisti. I termini tecnici: voglio avere il controllo della luce ed ho una concezione claustrofobica dello spazio. Credo che derivi dal fatto che spesso quello che rappresento ha a che fare con il "peccato", pertanto lo si deve fare di nascosto, meglio se in un luogo chiuso... Tuttavia l'idea di dipingere Venezia potrebbe essere suggestiva, sicuramente opterei per un notturno.

NonSoloEros: Dunque tu associ il sesso (o almeno una parte di esso) al "peccato". Le tue opere infatti hanno una forte componente erotica, ma è un erotismo un po' diverso da quello a cui siamo abituati. Riusciresti a spiegarci a parole le emozioni che sicuramente provi dipingendoli?

Saturno Buttò: Diciamo la verità: noi viviamo in una società e abbiamo una cultura piuttosto restrittiva, la nostra religione ha determinato regole e tabù. Sia ben chiaro, personalmente condivido pienamente la linea adottata, sono affascinato dalla storia della religione. Perchè è proprio questo "clima" che alimenta in me il desiderio di trasgredire alle regole imposte. Nella cultura cristiano-occidentale sesso e peccato sono una cosa sola. Ma la mia visione del sesso va oltre, affonda le radici nei riti ctonii precristiani, dove la figura dominante era la donna - Dea Madre. Dipingendo determinati soggetti mi sento un voyeur privilegiato dinnanzi alla celebrazione di chissà quale culto in onore a Dioniso.

NonSoloEros: Perciò questa tua ambiguità fra il sacro e il profano, che mi ha fatto provare un impatto talvolta un po' violento con qualcuno dei tuoi quadri, è dovuta al tuo desiderio di trasgressione. Eppure sembrano scaturiti da un incubo, o da una grande sofferenza interiore. Mi sono chiesta se non fosse un tuo modo per esorcizzare il terrore dell'ignoto che ognuno ha dentro di sé... Oppure se cerchi altre risposte che ancora non hai trovato all'interno della Religione, o dentro te stesso.

Saturno Buttò: Voglio che la mia pittura sia: ieratica e violenta. Il piacere di trasgredire esiste, sarebbe ipocrita da parte mia non ammetterlo, tuttavia mi sembra riduttivo. Nel contesto della ricerca artistica non c'è solo questo. Nella mia arte, il rapporto tra sacro e profano ha modo di esistere nella misura in cui il "bene", per affermarsi, ha bisogno del "male", da sconfiggere.

Semplicemente: se penso a Dio non posso escludere il Diavolo, poi mescolo tutto. E chi può dirmi che non sto facendo la cosa giusta!? Riguardo alla sofferenza interiore... chissà forse c'è, di sicuro ho delle paure, l'ignoto, perchè no. Sono angosciato anche dal dolore fisico, ed è certo che l'arte, è il mio rituale esorcistico con cui tento di liberarmi da queste paure. Un quadro mi deve dare delle emozioni, quello che non conosco, quello che non controllo, mi spaventa e mi emoziona, pertanto lo dipingo.

NonSoloEros: Cosa ti piacerebbe che provasse uno spettatore davanti alle tue opere? Eccitazione, curiosità, dubbio, angoscia, oppure magari... disagio?

Saturno Buttò: Sotto questo aspetto, vivo una situazione un po' controversa. La mia arte ha radici popolari, intendo dire che la pittura figurativa a differenza di quella astratto-concettuale, è molto più vicina al gusto della gente, non c'è bisogno di una particolare cultura artistica per apprezzarla, tuttavia il mio fine è quello di coinvolgere un pubblico "iniziato", un'elìte piuttosto che una folla. Credo che in questo ci sia una contraddizione di fondo, ma mi sono sempre piaciuti gli eccessi e le contraddizioni. Quello che uno spettatore dovrebbe provare di fronte ad un'opera d'arte, in generale, è: emozione. Io mi accontento di un po' di stupore.

NonSoloEros: Parliamo un po' di modelle. Com'è il rapporto pittore-modella? Si crea una simbiosi indissolubile come quella fra un fotografo e la sua modella preferita?

Saturno Buttò: A parte le commissioni, i miei modelli sono sempre stati amici e conoscenti. Non posso dire di avere un ideale di bellezza, nella scelta degli stessi, molto è dovuto alla loro disponibilità e naturalmente alla loro psicologia. Per me è importante conoscere bene il soggetto che voglio ritrarre. Devo sapere quali sono le sue esigenze e i suoi limiti ma, soprattutto, mi piace sapere che anche lui conosce me e si fida della mia professionalità. Tutto questo permette di lavorare in un clima leggero e divertito.

Per quanto riguarda il rapporto "stretto" pittore-modella: non saprei cosa dire, forse dovrei accennare al rapporto pittore-modelle, dal momento che non c'è una modella preferita ma, semplicemente, molte preferite.

NonSoloEros: C'è un'opera ti è più cara delle altre, e perché?

Saturno Buttò: C'è un'opera che ho nello studio da dieci anni ormai: "La depilazione / 1993", forse è questo il quadro a cui sono più affezionato.

NonSoloEros: Che cosa ne pensi dei critici d'arte? Sei sempre d'accordo coi loro verdetti?

Saturno Buttò: I critici fanno il loro lavoro, sono parte del sistema, insieme a mercanti, galleristi, collezionisti e altri ancora. Non mi sono mai preoccupato di quello che scrivono, nel bene o nel male ritengo che il loro giudizio sia solo un punto di vista... Discutibile.

NonSoloEros: Come ricordiamo ai nostri lettori, hai un sito personale. Com'è stato il tuo impatto con la rete e quali pensi che siano per un Artista le opportunità che derivano da questo mezzo?

Saturno Buttò: La rete ha sicuramente allargato il mio raggio d'azione. Ho contatti da quasi mezzo mondo, impensabile pochi anni fa. Ogni artista dovrebbe avere un proprio sito, è un catalogo sempre pronto a costi bassissimi. In termini commerciali (vendita on line) forse è ancora presto, personalmente non ho avuto riscontri pratici.


www.saturnobutto.com

Kristal

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