NonSoloEros:
Quando Abel Parla di te, ti dipinge come una formichina istancabile,
uno dei pochi fotografi che riesce ad interpretare i suoi desideri,
calandoti in quel miscuglio di sacro e profano che alberga nella
sua mente sempre in movimento. Conoscendolo... ritengo che tu
abbia conquistato totalmente, la sua fiducia al punto da volerti
considerare il suo fotografo ufficiale. Puoi parlarci del vostro
rapporto di amicizia e di come vi siete conosciuti?
Giorgio
Missaglia: In realtà penso che lo spazio a
tre dimensioni sia un limite che la macchina fotografica non
riesce a superare. Nel caso di Abel, ciò che non si vede
è enormemente superiore alla dimensione visibile. Puoi
rappresentare un carattere dell'insieme, ma rischiando di risultare
maledettamente riduttivi. Il linguaggio fotografico non può
competere col linguaggio delle parole che, nel caso di Abel,
riesce a penetrare nelle pieghe del desiderio ed a sminuzzare
nei frammenti più minuti gli aspetti della personalità.
Abel viene in studio e si siede sulla sua poltrona preferita,
nel limbo bianco. Non mostra alcun segno di nervosismo o imbarazzo;
riesce a creare un'atmosfera direi mistica e con sguardo vivace
e benevolo controlla la postura della modella, aspettando lo
scatto. Senza
Internet forse non ci saremmo mai incontrati, ma la rete, quantunque
apparentemente enorme, contiene scorciatoie che riuniscono affinità.
Abel, per me, è ancora, in fondo, tutto da interpretare
e spero di trovare la musa giusta per farlo. Scoprendola...
scopriremo sempre di più anche lui.
NonSoloEros:
Ma parliamo di te, dei tuoi gusti e delle tue aspirazioni, nonché
della passione che spinge ogni uomo a rincorrere nuove mete.
Hai già deciso cosa farai da grande?
Giorgio
Missaglia: La fotografia professionale ha un limite.
Le variabili da gestire non sono molte, per quanto riguarda
le luci , rapportate alla morfologia del corpo umano. Il lavoro
di gruppo, nella produzione video o cine, è più
stimolante, in quanto implica la gestione di un numero elevato
di componenti aggiuntive, quali movimento, sonoro, sceneggiatura.
Spero si presenti l'occasione per cominciare.
NonSoloEros:
Mi ha sempre incuriosito il rapporto tra il fotografo e le modelle
che posano, spesso nude, per lui. Puoi aiutarmi a comprendere
questo strano legame che implica complicità e fiducia?
Giorgio
Missaglia: La modella che lavora per agenzie settore
moda ed advertising, posa per nudo e può muoversi con
disinvoltura nello studio, ma solitamente è molto attenta
a che, nelle foto, non compaia più del dovuto. La preoccupazione
è di non apparire in versione "spinta", il
che farebbe perdere i lavori fashion, in quanto molte agenzie
non permettono foto erotiche e cacciano le modelle che le fanno.
Le italiane sentono maggiormente il problema della possibilità
che parenti o amici vedano le foto ed in genere se proprio devono
posare nude, lo fanno "a caro prezzo". Il "rito"
della ripresa vede il fotografo che ronza intorno alla modella
ed il tutto somiglia ad una danza nuziale. Tenta di ottenere
il meglio dall'unica parte del corpo della modella che richiede
interpretazione del ruolo in funzione del risultato: il viso.
L'opportuna disposizione delle luci può infatti plasmare
il corpo, ma non più di tanto l'espressione degli occhi
e della bocca. Il fotografo è di fatto nascosto dietro
il mirino della fotocamera e quindi gli sguardi non si incontrano
direttamente: ciò consente alla modella di liberare le
espressioni, anche le più sensuali, senza sentirsi in
imbarazzo. In realtà, la modella professionista posa
in funzione delle foto finali e quindi non sente il proprio
corpo come strumento di seduzione verso il fotografo. Tuttavia
i casi di convivenza modella-fotografo non sono rari.
NonSoloEros:
Si spogliano più facilmente le modelle straniere, rispetto
alle italiane?
Giorgio
Missaglia: Non direi, è l'età e l'esperienza
che fà la differenza: conosco modelle straniere che sono
passate dal "assolutamente no" al "và
bene, poso anche nuda" nel giro di un anno. La differenza
è che le modelle italiane monetizzano a più caro
prezzo il nudo. Ciò dipende dal fatto che generalmente
hanno alle spalle una famiglia che funge da banca, mentre le
straniere sono spesso la banca per la loro famiglia.
NonSoloEros:
E'vero che per ottenere il lavoro alcune modelle cercano di
sedurre il fotografo?
Giorgio
Missaglia: Sì, ma non è la regola.
NonSoloEros:
Come si mantengono le giovani modelle straniere, con la piantina
di Milano in borsa, che si incontrano spesso in metrò?
Giorgio
Missaglia: partecipano a svariati casting al giorno,
senza percepire compensi, poi le agenzie che pagano l'alloggio
le mandano nelle discoteche, "a fare immagine", la
sera.
NonSoloEros:
Preferisci lavorare con modelle di qualche nazionalità
in particolare?
Giorgio
Missaglia: A Milano c'è la possibilità
di lavorare con modelle di numerosissimi paesi. Trovo le modelle
provenienti dalla Repubblica Ceca particolarmente gentili (la
loro bellezza, con qualche rimando vagamente mascolino, ha conquistato
stilisti e fotografi ). Siccome l'Italia è il paese dell'arte
e delle bellezze architettoniche per eccellenza, si potrebbe
supporre che anche le fattezze femminili (maschili) riflettano
"cotanta beltà": se c'è amore per il
bello in generale è evidente che l'attenzione per la
bellezza del corpo e del viso godrà del posto d'onore.
Ma forse la selezione vale per le amanti e all'uomo italiano
interessava piuttosto sostituire i servizi della mamma con i
medesimi della moglie. In paesi più freddi e con maggiori
difficolta per procacciarsi il cibo, per dirla in una battuta,
solo le donne più belle potevano convincere gli uomini
ad uscire dalla caverna ed a cacciare per tutta la famiglia.
In effetti dalla Siberia provengono modelle bellissime. Le esquimesi
dovrebbero perciò essere il massimo.... ma allora!?