Censura posteriore o anteriore

Giorgio Missaglia

Definito recentemente da Abel Wakaam come suo fotografo personale, Giorgio Missaglia rappresenta quella parte oscura della fotografia che spesso resta dietro le quinte ma che è indispensabile per la creazione di un set fotografico.

Titolare di uno Studio foto e video alle porte di Milano, si occupa di servizi indirizzati alle aziende nei settori della moda e dell'industria, passando per riviste, reportage eventi fino all'arte pittorica. Possiede un database on-line di modelle, principalmente straniere residenti in Italia, ma vuole abbandonare l'attività di Web Agency per siti aziendali per decicarsi maggiormente alla fotografia artistica e di moda.

Alle spalle studi di elettronica e pittura di cui fa tesoro nella professione di fotografo, diploma ottenuto presso la Scuola Paolo Borsa di Monza. Si colloca nel filone concettuale, alla Friedlander e alla Ghirri ma non sente la necessità di realizzare mostre in quanto la fotografia concettuale pocco concede al piacere dell'occhio e dei sensi, focalizzata com'è su osservazioni.

NonSoloEros: Quando Abel Parla di te, ti dipinge come una formichina istancabile, uno dei pochi fotografi che riesce ad interpretare i suoi desideri, calandoti in quel miscuglio di sacro e profano che alberga nella sua mente sempre in movimento. Conoscendolo... ritengo che tu abbia conquistato totalmente, la sua fiducia al punto da volerti considerare il suo fotografo ufficiale. Puoi parlarci del vostro rapporto di amicizia e di come vi siete conosciuti?

Giorgio Missaglia: In realtà penso che lo spazio a tre dimensioni sia un limite che la macchina fotografica non riesce a superare. Nel caso di Abel, ciò che non si vede è enormemente superiore alla dimensione visibile. Puoi rappresentare un carattere dell'insieme, ma rischiando di risultare maledettamente riduttivi. Il linguaggio fotografico non può competere col linguaggio delle parole che, nel caso di Abel, riesce a penetrare nelle pieghe del desiderio ed a sminuzzare nei frammenti più minuti gli aspetti della personalità. Abel viene in studio e si siede sulla sua poltrona preferita, nel limbo bianco. Non mostra alcun segno di nervosismo o imbarazzo; riesce a creare un'atmosfera direi mistica e con sguardo vivace e benevolo controlla la postura della modella, aspettando lo scatto. Senza
Internet forse non ci saremmo mai incontrati, ma la rete, quantunque apparentemente enorme, contiene scorciatoie che riuniscono affinità. Abel, per me, è ancora, in fondo, tutto da interpretare e spero di trovare la musa giusta per farlo. Scoprendola... scopriremo sempre di più anche lui.

NonSoloEros: Ma parliamo di te, dei tuoi gusti e delle tue aspirazioni, nonché della passione che spinge ogni uomo a rincorrere nuove mete. Hai già deciso cosa farai da grande?

Giorgio Missaglia: La fotografia professionale ha un limite. Le variabili da gestire non sono molte, per quanto riguarda le luci , rapportate alla morfologia del corpo umano. Il lavoro di gruppo, nella produzione video o cine, è più stimolante, in quanto implica la gestione di un numero elevato di componenti aggiuntive, quali movimento, sonoro, sceneggiatura. Spero si presenti l'occasione per cominciare.

NonSoloEros: Mi ha sempre incuriosito il rapporto tra il fotografo e le modelle che posano, spesso nude, per lui. Puoi aiutarmi a comprendere questo strano legame che implica complicità e fiducia?

Giorgio Missaglia: La modella che lavora per agenzie settore moda ed advertising, posa per nudo e può muoversi con disinvoltura nello studio, ma solitamente è molto attenta a che, nelle foto, non compaia più del dovuto. La preoccupazione è di non apparire in versione "spinta", il che farebbe perdere i lavori fashion, in quanto molte agenzie non permettono foto erotiche e cacciano le modelle che le fanno. Le italiane sentono maggiormente il problema della possibilità che parenti o amici vedano le foto ed in genere se proprio devono posare nude, lo fanno "a caro prezzo". Il "rito" della ripresa vede il fotografo che ronza intorno alla modella ed il tutto somiglia ad una danza nuziale. Tenta di ottenere il meglio dall'unica parte del corpo della modella che richiede interpretazione del ruolo in funzione del risultato: il viso. L'opportuna disposizione delle luci può infatti plasmare il corpo, ma non più di tanto l'espressione degli occhi e della bocca. Il fotografo è di fatto nascosto dietro il mirino della fotocamera e quindi gli sguardi non si incontrano direttamente: ciò consente alla modella di liberare le espressioni, anche le più sensuali, senza sentirsi in imbarazzo. In realtà, la modella professionista posa in funzione delle foto finali e quindi non sente il proprio corpo come strumento di seduzione verso il fotografo. Tuttavia i casi di convivenza modella-fotografo non sono rari.

NonSoloEros: Si spogliano più facilmente le modelle straniere, rispetto alle italiane?

Giorgio Missaglia: Non direi, è l'età e l'esperienza che fà la differenza: conosco modelle straniere che sono passate dal "assolutamente no" al "và bene, poso anche nuda" nel giro di un anno. La differenza è che le modelle italiane monetizzano a più caro prezzo il nudo. Ciò dipende dal fatto che generalmente hanno alle spalle una famiglia che funge da banca, mentre le straniere sono spesso la banca per la loro famiglia.

NonSoloEros: E'vero che per ottenere il lavoro alcune modelle cercano di sedurre il fotografo?

Giorgio Missaglia: Sì, ma non è la regola.

NonSoloEros: Come si mantengono le giovani modelle straniere, con la piantina di Milano in borsa, che si incontrano spesso in metrò?

Giorgio Missaglia: partecipano a svariati casting al giorno, senza percepire compensi, poi le agenzie che pagano l'alloggio le mandano nelle discoteche, "a fare immagine", la sera.

NonSoloEros: Preferisci lavorare con modelle di qualche nazionalità in particolare?

Giorgio Missaglia: A Milano c'è la possibilità di lavorare con modelle di numerosissimi paesi. Trovo le modelle provenienti dalla Repubblica Ceca particolarmente gentili (la loro bellezza, con qualche rimando vagamente mascolino, ha conquistato stilisti e fotografi ). Siccome l'Italia è il paese dell'arte e delle bellezze architettoniche per eccellenza, si potrebbe supporre che anche le fattezze femminili (maschili) riflettano "cotanta beltà": se c'è amore per il bello in generale è evidente che l'attenzione per la bellezza del corpo e del viso godrà del posto d'onore. Ma forse la selezione vale per le amanti e all'uomo italiano interessava piuttosto sostituire i servizi della mamma con i medesimi della moglie. In paesi più freddi e con maggiori difficolta per procacciarsi il cibo, per dirla in una battuta, solo le donne più belle potevano convincere gli uomini ad uscire dalla caverna ed a cacciare per tutta la famiglia. In effetti dalla Siberia provengono modelle bellissime. Le esquimesi dovrebbero perciò essere il massimo.... ma allora!?

Autocensura manuale

NonSoloEros: Un'ultima domanda, sei soddisfatto del tuo lavoro?

Giorgio Missaglia: Ci mancherebbe altro! Chiamo lavoro tutto ciò che diventa ripetitivo (ovvero
ciò che viene dispensato a terzi da coloro che non sono disposti a farlo, ma le attività creative fanno eccezione). Spostare il filo di lana sempre un pochino più in là è una necessità per non perdere l'interesse nel fare. Il problema è che, lavorando in proprio, gli aspetti gestionali o commerciali assorbono molto tempo.

 

Nelle foto a corredo dell'articolo la modella Laura Anna
fotografata da Giorgio Missaglia.

Per informazioni sulla modella

 

Sandra Mayer

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