Gabriele Rigon

 

Fotografo per passione, è uno dei maggiori interpreti italiani della Bellezza, e dalle sue fotografie traspare un erotismo intenso e raffinato: è Gabriele Rigon, che si è raccontato a Eliselle in una lunga intervista dove ha parlato di sé e del proprio modo di intendere la Fotografia. E non solo.

Intervista di Eliselle

Come inizia la passione per la fotografia, e quali sono i primi passi in questo mondo artistico così affascinante?

Devo per forza attingere dai ricordi infantili per capire il principio di questa mia passione: mio nonno possedeva uno studio fotografico, di quelli "veri", con tanto di sala posa e camera oscura. In pratica sono nato e cresciuto in mezzo ai rullini di plastica "FERRANIA" formato 6x6, le comet bencini, la rollei biottica e via dicendo. Tuttavia la passione autentica per la fotografia la faccio risalire a tempi relativamente recenti, precisamente al 1989 quando trovandomi in Namibia per una missione ONU decisi di documentare la mia personale esperienza di un anno in mezzo a tribù come i boscimani e gli himba.

I colori, gli odori e le atmosfere Africane che ho colto di quell'angolo di paradiso, la Namibia, sono stati determinanti per segnare il mio approccio alla fotografia. Al mio rientro in Italia non ho mai più abbandonato la macchina fotografica.
Negli anni a seguire, fino al 1995, avendo la possibilità di girare molto, mi sono dedicato soprattutto al reportage, fino a quando per la prima volta ho provato a ritrarre la figura femminile in studio… è stato amore a prima vista! Ho trovato infinite possibilità espressive. Possibilità che sto ancora indagando.

Sei considerato uno dei massimi interpreti della Bellezza e della Sensualità femminile: che cosa cerchi nel soggetto, cosa ti attrae e cosa ti ispira quando scatti?

E' un grande complimento quello che mi rivolgi… Sensualità, Seduzione ed Erotismo sono l'essenza stessa della femminilità. Ogni donna nasconde lati affascinanti che possono ispirare il mio sguardo. Considero il nudo femminile profondamente seducente ed elegante: forse una delle forme più belle che la Natura ha saputo offrirci. Se parliamo di pura forma, ebbene: il corpo è costituito da linee e geometrie e sono proprio questi gli elementi che, legati in armonia tra loro, creano la forma estetica. La mia ricerca si è mossa prima di tutto alla ricerca di queste direttrici. Il corpo femminile è dotato, in linea generale, di una sinuosità e di un'armonia innate, tali da renderlo intrigante per l'occhio che indaga queste forme e queste geometrie. Io non mi limito, comunque, a una fredda interpretazione del corpo femminile, mi faccio trascinare dall'istinto quando scatto e, soprattutto, cerco di immortalare attraverso le mie immagini ciò che prima di tutto mi trasmette un'emozione e mi racconta una storia. Discutendo con una giovane amica fotografa di Genova, sono state portate alla luce alcune riflessioni circa la sensualità femminile.

La donna sensuale è, prima di tutto, la donna che ha possesso del proprio corpo, la donna che esplora lo spazio e sa muoversi in esso con armonia, dominandolo. La figura femminile diventa principio del desiderio, si crea un gioco sottile di seduzioni.

La donna sensuale è il soggetto da "dominare" e da gestire. In questo senso viene interiorizzata diventando una realtà mentale e il modello, quindi, si trasfigura: in questo sta il principio del termine "dominare", si deve creare un contatto con la modella, si deve instaurare un feeling sottile e intimo che non solo è assolutamente determinante per il risultato finale ma permette alla ragazza di "interpretare la parte". La bellezza viene congelata nella posa e non corrisponde alla "realtà" ma al risultato intimo di questo gioco di ruoli: lo scatto concretizza l'immagine mentale di chi sta creando l'immagine. La presenza del mio sguardo deve comunque essere sempre discreta, quasi a voler spiare nell'intimità di chi davvero sta dominando lo spazio e, in questo gioco di parti, viene dominata da questo occhio esterno: la macchina fotografica.

Questo occhio deve saper cogliere quei piccoli gesti che talvolta vengono davvero congelati all'insaputa di chi li compie. In questo ogni scatto è irripetibile e unico.
In fotografia si dice spesso "cogliere l'attimo": l'attimo che prediligo è quello più tranquillo e languido, quasi un attimo ozioso, direi l'attimo "ZEN" … una filosofia estetica che apprezzo.
Fermare la grazia di un gesto femminile nella compostezza plastica della scultura vuol dire creare un simbolo contemplabile ed eterno della bellezza.
Se da un lato la staticità della forma scultorea rappresenta il limite di questa arte, dall'altro, la sensibilità degli artisti e la sapienza astuta della donna, trovano proprio nella caratteristica della fissità il momento dove esprimere, nel modo più icastico e pregnante, la magia della seduzione.
Questa semplice riflessione sullo specifico dell'arte mi porta a concepire la fotografia in bianco e nero come una disciplina estetica mutuata direttamente dalla scultura e un'arte di matrice classica ove le moderne teorie sulla forma, se applicate all'eterno femminino, trovano le più affascinanti e convincenti delle soluzioni.

Nell'attuale epoca dove il fascino della donna viene affidato al dinamismo delle riprese filmiche, o reso mutevole attraverso le effimere apparizioni sulle passerelle della moda, il concentrare tutto il potere di seduzione femminile in un singolo atto gestuale, riepilogativo simbolico di un carattere, significa, a mio parere, recuperare dei valori classici, conferire all'erotismo una dimensione nobile e prolungare nel tempo il momento magico della contemplazione.

L'erotismo secondo Gabriele: come lo definisci?

L'erotismo è, prima di tutto, uno stato mentale: è la tensione inconscia che si crea quando lo sguardo si sofferma su una forma affascinante e attraente. L'erotismo è una "sensibilità" che può essere localizzata in una zona concettuale della mente piuttosto che in un mero atto fisico e carnale. Indagare l'erotismo significa prima di tutto indagare la sfera del Desiderio, della fantasia, dell'elaborazione interiore.
In fotografia l'eros è la rappresentazione di una storia attraverso una singola immagine: l'elemento narrativo è essenziale in fotografia, soprattutto nella fotografia che vuole suscitare emozioni.
L'immagine erotica deve saper trasmettere una forte emozione e diventare un "segno della vita". Celebrando il piacere umano, o meglio, celebrando l'oggettivazione del desiderio umano, la fotografia erotica deve catalizzare l'attenzione sulla "contemplazione". L'immagine va contemplata cogliendo la celebrazione dell'essere umano nella sua pura natura fisica.
Nella fotografia erotica viene rappresentata la fantasia, il gioco interiore e mentale di chi sta elaborando e interpretando l'oggetto del piacere.
Nella fotografia erotica non viene rappresentata la realtà ma la fantasia, il piacevole naufragare tra le suggestioni che un'immagine riesce a trasmettere.
Erotismo non è necessariamente sinonimo di "nudità". La fotografia erotica deve rappresentare prima di tutto la visione personale dell'artista e deve poi essere uno stimolo per l'immaginazione di chi osserva.

Il luogo e il momento ideali per scattare secondo Gabriele...

Per me ogni luogo diventa ideale per scattare purché sia sempre e comunque aderente alla realtà. Quando parlo di realtà intendo dire che troppo spesso la donna viene ritratta ovunque, ad esempio immersa in una natura poco credibile, riducendola a "oggetto" esposto e mercificato per il consumo di immagini della rivista che deve vendere.
Io cerco la realtà: un contesto in cui sia credibile pensare ad una donna senza veli raccolta nella sua intimità o mentre gioca a "sedurre" alla presenza indiscreta dell'obbiettivo. Per questo motivo generalmente fotografo le mie modelle in luoghi chiusi, preferendo la luce naturale… direi che i luoghi comuni dove quotidianamente la donna si prepara, si veste e si trucca prima di uscire allo scoperto sono i luoghi che preferisco. E questi sono i momenti che amo ritrarre: frammenti di intimità femminile, immagini in cui la donna è a proprio agio con se stessa.
Ritieni che la fotografia sia simile alla pittura? Un fotografo non potrebbe essere un pittore mancato, o volutamente mancato?
Assolutamente si: la fotografia è nata dalla pittura, trae le proprie origini dalle arti visive che la precedono, e per rigore compositivo e prospettiva i canoni estetici sono esattamente gli stessi. Non a caso molti dei pionieri della fotografia erano anche pittori: uno su tutti Nadar. Lo stesso Talbot, che può essere considerato il vero inventore della fotografia, era un "pittore mancato", frustrato dalla mancanza di talento nel disegno.
Tra l'altro ci sono stati, e sussistono tutt'ora, assidui scambi tra fotografia e pittura, o arti visive in generale.
La fotografia nasce dalla volontà di "dipingere direttamente con la luce" e ha stravolto completamente le modalità del "fare pittura".
Per quanto riguarda la seconda domanda hai colto nel segno: io mi considero un pittore mancato e la fotografia per me rappresenta la possibilita' di esprimere attraverso immagini emozioni che non sarei capace di tirar fuori altrimenti dal momento che non ho dimestichezza con il disegno o con altre discipline...

Esiste un personaggio da te fotografato, che hai trovato più interessante, o che ti ha colpito in modo particolare?

Sicuramente Melissa P., l'autrice di un diario erotico che ha venduto 1.000.000 di copie solo in Italia ed è ora nelle librerie di 25 paesi in tutto il mondo compresa la Cina.
Ho conosciuto Melissa prime del successo, una ragazzina estremamente intelligente, capace di ottenere ciò che vuole, e a solo 17 anni ha conquistato il mondo con la sua genialità. Ogni volta che ho fotografato Melissa mi sono divertito, ho sempre cercato di interpretare con ironia una bambina che scrive come un'adulta, e… confesso che è stato difficile dominare sul set senza essere dominati dalla sua spontaneità!
Ho una profonda ammirazione per Melissa, ammiro chi riesce a scrivere bene come lei… la creatività nell'arte va assolutamente ricercata nei giovani come Melissa… pensa che tutti lo hanno capito nel mondo dell'arte, e rubano le idee proprio agli adolescenti… vuoi un esempio?
Se parliamo di moda pensa che i vestiti della collezione "Miss Sixty" sono disegnati da ragazzi di 14 -15 anni, e a loro è stato semplicemente detto di disegnare il vestito che vorrebbero indossare. Bizzarro pensare che la maggior parte delle donne intorno ai 40 anni si veste con jeans, gonnelline e magliette marchiate "Miss Sixty"!
L'ideatore di ciò è un ragazzo di 29 anni che come genialità non è da meno dei suoi giovani stilisti.

Gabriele, i suoi progetti e la sua vita: che cosa ti aspetta nel prossimo futuro?

Nel prossimo futuro ho alcuni progetti da realizzare… un altro libro fotografico, qualche collaborazione con riviste importanti, e qualche foto da realizzare seguendo alcune ispirazioni tratte da atmosfere raccolte e maturate durante i miei viaggi di lavoro. Un giorno a Beirut una ragazza araba mi ha raccontato quale fosse nella loro cultura il concetto di "Harem". Già il solo particolare che fosse un ambiente assolutamente vietato agli uomini rappresenta qualcosa di proibito, di impenetrabile, e come fotografo trovo attraente immaginare appunto l'intimità che può crearsi mentre più donne curano la loro bellezza al sicuro da sguardi indiscreti. Altra fonte di ispirazione è certamente la cultura orientale legata alla donna, un mondo lontano e tutto da scoprire, direi tutto da interpretare attraverso la fotografia.
Non sono un tipo molto ambizioso, la fotografia è per me una passione e non un lavoro, per cui spesso cerco di realizzare foto per il mio piacere personale, seguendo le mie suggestioni.
Non per questo non ho dei sogni… la mia filosofia è che i sogni si possono realizzare, basta esserne convinti e aver fiducia.
Un sogno lo coltivo naturalmente, ed è quello di realizzare qualcosa di interessante per il mondo della moda. La moda è presentata da immagini spesso sensazionali ma tremendamente aride come il messaggio che trasmettono, così come aride sono le modelle che risultano prive di personalità: manichini.
Se un giorno realizzerò questo sogno vorrei partire dalle mie suggestioni, senza per forza rimanere condizionato e vincolato soprattutto dalla presentazione di un prodotto.
La mia vita è anche quella di pilota militare di elicottero, dove l'unico momento poetico è quello del volo, ma è un lavoro che richiede costante preparazione e pianificazione, e dove seguire le regole è di vitale importanza.

Eliselle

Ritorna alla pagina precedente
Cerca un altro articolo
Lascia un tuo commento sul Forum
 
Cerca Editoriale
Cerca Attualità
Cerca Eros
Cerca Fotografia
Cerca Sex & Web
Cerca Interviste

 

 

© RossoScarlatto Communication