 |


|
|
Asia
Argento
Intervista di Abel Wakaam
Asia
Argento, spirito ribelle, angelo perverso del cinema italiano,
è una delle attrici "cult" dei giovani italiani.
Figlia d'arte (Dario Argento e Daria Nicolodi) ha iniziato prestissimo
a lavorare nel cinema in ruoli sempre più impegnativi ed
intriganti, riuscendo ad imporsi all'attenzione del pubblico immediatamente,
vincendo tutti i pregiudizi che accompagnano una figlia d'arte.
Asia
ha girato ben 22 film come attrice, di cui 3 anche come regista:
"DeGenerazionone" del 94, "La tua lingua sul mio
cuore" nel 99, e l'ultimo "Scarlet Diva" nel 2000.
In quest'ultimo, tra gli altri interpreti scopriamo Daria Nicolodi
(la mamma di Asia) la pornostar Selen e Leo Gullotta.
Nella sua carriera Asia ha vinto 2 David di Donatello, due Ciak
e un Golden Globe e un Grolla d'Oro.
|
|
Abel
Wakaam: Adoro le "cattive ragazze", hanno
quell'espressione dolce e bastarda che prima ti incanta e poi
ti travolge. Di te si dice che, fin da piccola, fossi una vera
peste, quanto è rimasto oggi del tuo carattere combattivo?
Asia
Argento: Pensavo
che dopo la nascita di mia figlia la gente non mi considerasse
più una cattiva ragazza! Scopro con gioia che certi appellativi
ti rimangono attaccati addosso per tutta la vita, peggio dei tatuaggi.
Per gente come noi non esiste redenzione. Credo di aver sempre
avuto una forte personalità, sin da bambina, non mi sono
mai piaciute le imposizioni. Mi sono sempre ribellata contro ciò
che di volta in volta ritenevo ingiusto. Cosa che continuo a fare
imperterrita. Più che cattiva ho capito di essere difficile,
altra parola che si affibia alle persone dure a svelare. Quando
mi capita di vedere le mie rare foto da bambina, ritrovo la stessa
espressione imbronciata, lo stesso sguardo "sguincio".
No, non credo proprio di essere cambiata un granché, da
allora.
|
 |
 |
Abel
Wakaam: Da attrice... tenero pugno di creta plasmabile
nella trama di altri, a regista di te stessa con coraggio e spregiudicatezza.
E' più eccitante imbastire la tela in cui lasciarsi catturare
dal ragno, oppure essere il ragno stesso che allarga le maglie
della rete per trattenere emozioni sempre più grandi?
Asia
Argento: La cosa più eccitante di tutte é
rendere partecipi gli altri dei tuoi sogni, o chiamiamole visioni.
Allineare talmente una collaborazione da diventare sincronistici,
avere idee simili, trovare punti di convergenza. Illuminare ed
essere illuminati. Vivere nel medesimo sogno. La metafora del
ragno in questo caso non trovo che sia appropriata.
|
|
Abel
Wakaam: Ma rendere partecipi gli altri delle proprie
illusioni non significa anche diventare il loro punto di riferimento?
Un esercito di sognatori ha bisogno di un leader che li trascini...
o che li sospinga verso una meta comune. Ti neghi forse la consapevolezza
di un simile carisma?.
Asia
Argento: Voler essere un leader é una perversione
in un certo senso, la perversione degli insicuri. Di quelli che
passano troppo tempo con loro stessi ed i loro sogni. A fissare
il muro bianco. E' difficile poi vivere le collaborazioni ad un
comune livello. La scelta di essere "al di sopra" delle
critiche é necessaria ai solitari. Si condivide, ma sempre
fino ad un certo punto... Un linguaggio sospeso, profondo, non
fatto di parole ma di immagini. E non sento neanche il bisogno
di decodificare queste immagini in parole per farmi bella davanti
al resto del mondo. Trovo che le parole involgariscano le visioni.
Lo sanno tutti che un segreto non va mai raccontato.
|
 |
| Conosco
artisti dotati che perdono il loro fascino davanti ai miei occhi
quando cercano di spiegare cosa vogliono dire. Musicisti che vogliono
farmi la lezione sui "significati"! Saputelli ed ignoranti.
Le persone più intelligenti che conosco, non mi hanno mai
sparato un pistolotto... stanno per lo più zitte. |
 |
Abel
Wakaam: Quando scrivo, mi sento una specie di dio onnipotente
che può decidere della sorte dei propri personaggi e li
muove come tanti burattini in una scena asettica, immaginata apposta
per loro. Posso quindi capire quale sensazione estrema possa coglierti
quando riesci a infondere nella trama dei tuoi film quella parte
della tua essenza che sfugge al controllo della ragione. Ti sei
mai sentita veramente nuda davanti al pubblico in sala per aver
mostrato qualcosa di troppo intimo o personale?
Asia
Argento: Mi sento continuamente nuda ed indifesa. Mai
onnipotente, neanche quando dirigo e non sono di una simpatia
estrema. In passato ho detto spesso che gli attori sono come prostitute.
Mostrano qualcosa di intimo al mondo... Ed in più vengono
pagati per questo!
|
|
Abel
Wakaam: Hai mai scritto una scena erotica pensado di
goderne al momento della realizzazione?
Asia
Argento: In genere questo tipo di scene sono poco godibili
quando ci si trova sul set. Il fatto che non si é da soli,
ma circondati da una troupe, cameraman, microfonista a pochi centimetri,
sono una distrazione troppo grande per lasciarsi andare al flusso
dell'eroticismo. Io non sono un'esibizionista, e come avrai capito
sono piuttosto timida. Mi é capitato di lavorare con attori
che mi piacevano in scene erotiche, ed il risultato é sempre
stato deludente. Voglio sfatare il mito del cinema sexy!
|
|
Abel
Wakaam: In questo mondo votato alla trasgressione ed
alla rincorsa frenetica per superare i limiti ed i traguardi che
ci siamo prefissi, si può considerare l'amore una forma
estrema di perversione?
Asia
Argento: Secondo me, senza diventare Mucciniana, la
trasgressione é un terribile conformismo. Per quanto venga
considerata dark e perversa, io sono una ragazza all'antica. Proprio
così! L'amore é senza dubbio l'illusione più
estrema, bisogna essere dei veri ribelli, dei folli, per convincersi
di amare, "oggi-giorno". In passato é stata un'illusione
necessaria per me, in quanto vivificante. Oggi trovo più
soddisfacenti altre forme d'amore, come quello per mia figlia,
sicuramente più calmo e duraturo, meno pericoloso.
|
 |
 |
Abel
Wakaam: Se consideri "pericoloso" l'amore
nella sua forma classica, mi induci a pensare che tu sia molto
diversa da come appari. O forse anche io, come altri, ho erroneamente
creduto di conoscerti attraverso i personaggi che hai interpretato
e non come realmente sei. Se questo fa parte della tua corazza,
significa che dietro il metallo si nasconde una donna tenera ed
insicura, costretta in un ruolo che non le appartiene, ma sorprendentemente
forte da vincere il confronto col suo riflesso pubblico. Quanto
c'è di vero in questa affermazione?
Asia
Argento: Non mi sento tenera, anzi, non credo di esserlo
affatto. Devo pur proteggermi. Se sono tenera, é sicuramente
in una zona che nessun estraneo o conoscente, o addirittuta famigliare
potrà mai vedere, se non in deboli sprazzi... nei personaggi
che interpreto, non nella vita.
Eppure la mia insicurezza é conclamata, ogni mio gesto
ne é la chiara prova.
|
| Scegliere
come mestiere il cinema, il bisogno di dominare il mondo dall'alto
di uno schermo la dice tutta. La mia fragilità si é
traformata in una forza indistruttibile, una corazza impenetrabile.
Vivo nell'illusione di poter fare a meno di tutto e di tutti. A
parte me stessa, s'intende. A volte credo di essere come Eric Von
Stroheim "La donna che amerete odiare". Almeno servo a
questa causa. Non é un segreto che i comici siano sempre
tristi! E viceversa. |
|
Abel
Wakaam: Ci racconti qualcosa dì "The Heart
is Deceitful Above All Thing" il tuo ultimo film?
Asia
Argento: Il mio ultimo film, "Il Cuore é
Ingannevole più di ogni Cosa" é tratto da un
romanzo di JT Leroy. Io ho scritto la sceneggiatura, curato la
regia, e sono anche una dei protagonisti. Ho dedicato un anno
e mezzo della mia vita a questo progetto. Ho imparato molte cose,
su me stessa ed il mio lavoro. Prima fra tutte che non sarò
mai più la protagonista dei film che dirigerò. E'
troppo faticoso, e più passano gli anni, più perdo
le forze! Allo stesso tempo credo che in questo film fosse necessario
che io interpretassi Sarah, non avrei mai potuto chiedere ad un'attrice
di fare quello che ho fatto io con il mio corpo e la mia testa
(mi sono completamente annullata, ferita, massacrata... interpretavo
un personaggio duro e masochista) senza venire neanche pagata.
La cosa più bella é stato lavorare con degli attori
straordinari come Peter Fonda, Winona Ryder, Ornella Muti, ma
sopratutto i bambini, Jimmy Bennett e Cole e Dylan Sprouse. Sono
stati loro i miei unici veri alleati, a loro devo la mia tenacia
ed il coraggio di andare avanti in delle condizioni a dir poco
impossibili. A loro devo questo film bizzarro, speciale e poetico.
I bambini sono stati la mia più grande ispirazione.
|

Abel Wakaam
|
|